Filadelfia: quasi fatta. Via i palazzi

Filadelfia: quasi fatta. Via i palazzi

L’entusiasmo sta salendo, proprio così, continua il momento d’oro del Toro, dopo la promozione, i primi acquisti di mercato, Cairo che acquisisce marchio e cimeli, sta arrivando anche la conclusione della lunga querelle sul Filadelfia. L’ultima questione burocratica, la più ingarbugliata, riguarda o meglio riguardava, i palazzi che dovevano essere costruiti proprio sull’area dove un tempo sorgeva il campetto…

di Redazione Toro News

L’entusiasmo sta salendo, proprio così, continua il momento d’oro del Toro, dopo la promozione, i primi acquisti di mercato, Cairo che acquisisce marchio e cimeli, sta arrivando anche la conclusione della lunga querelle sul Filadelfia. L’ultima questione burocratica, la più ingarbugliata, riguarda o meglio riguardava, i palazzi che dovevano essere costruiti proprio sull’area dove un tempo sorgeva il campetto di allenamento della Primavera, in Via Tunisi. A seguito delle ultime firme raccolte, che hanno superato del doppio la cifra necessaria, della lettera mandata alle autorità cittadine da parte del Coordinamento Club insieme al Comitato Dignità Granata e ai Gruppi organizzati della Maratona, c’è la possibilità concreta di poter spostare l’area costruibile dei palazzi.

Lunedì sera si stavano già stappando le bottiglie di spumante per festeggiare l’evento, ma Riccardo Caldara, portavoce del Sindaco Sergio Chiamparino, ha sottolineato a Toronews che nulla è ancora deciso, di “non farla troppo semplice come si è sentito dire in giro”. Ci sono però le premesse per il buon esito della questione. Solo nella giornata di lunedì prossimo, dopo che l’Assessore Viano avrà fatto le ultime verifiche, si dovrebbe ottenere la firma su un documento ufficiale che sancisca che i palazzi non verranno più costruiti sul campo del Filadelfia.

C’è comunque grande ottimismo tra i tifosi, tra i quali Carlo Testa, conduttore di “Orgoglio Granata” su GRP, che ha commentato “Smuovere le coscienze si può, con tenacia, dialogo, a volte pestando un po’ piedi, si possono raggiungere risultati sorprendenti. Anche il più avido degli esseri umani può tentennare dinanzi a certe realtà e il popolo granata in questo frangente è stato ancora una volta determinante, dimostrando al mondo intero che in Via Filadelfia, a Torino, si stava commettendo un gravissimo errore, di carattere morale prima ancora che materiale”. Vittoria dunque? “Non credo si debba parlare di vittoria, penso si debba assaporare il gusto della giustizia. Il mio grande sogno era e rimane la Cittadella Granata. Tra il verde di un bel parco, sede sociale, museo, sale conferenza, intrattenimenti vari, campi di allenamento per le giovanili e per la prima squadra. Tornare alle vecchie usanze come la partitella del giovedì tra prima squadra e la Primavera, davanti ad un pubblico che spesso raggiungeva anche le 10.000 unità, quindi uno stadio che possa contenerne almeno altrettanti”.

Da un orgoglio all’altro, si passa a Michele Monteleone, autore del libro che ha dato il titolo alla trasmissione di Testa. Michele da anni sta lottando perché il Filadelfia torni ai suoi tifosi. “E’ stata davvero dura. Solo negli ultimi due anni il grosso della tifoseria ha dimostrato interesse sulla vicenda, evidenziandola però unicamente in occasione delle celebrazioni del 4 maggio. Tanto per fare un esempio, in precedenza ci sono state circostanze in cui le pulizie del Fila venivano effettuate da 4/5 persone, non di più, certamente a causa della poca capacità di coinvolgimento di queste, ma anche e soprattutto grazie all’opera di denigrazione di Cimminelli. Quando la vera natura dell’ex proprietario del Torino Calcio è risultata evidente a tutti, le cose sono iniziate a cambiare, fortunatamente. Per non mollare è stato comunque fondamentale l’incontro con tifosi che nutrivano i miei stessi dubbi, che coltivavano le mie stesse speranze, con un coraggio infinitamente superiori ai miei, primo tra tutti il buon Pierino (Piero Vallone, mancato recentemente a soli 37 anni per un arresto cardiaco, il quale per anni ha lottato per ottenere quanto sta avvenendo). Mi riferisco chiaramente ai ragazzi del CDG, spesso criticati per il loro non volersi manifestare singolarmente, scelta dettata unicamente dall’assoluta necessità di non essere ricattabili da chicchessia e dall’altrettanto assoluta mancanza di interessi personali in tutte le questioni affrontate. I nomi di alcuni ormai sono di dominio pubblico ma, se si potessero rendere noti i nomi di tutti, sono certo che molti tifosi si sorprenderebbero”. Un’altra prova di forza della tifoseria granata. “E’ l’ennesima dimostrazione che il cuore e la passione dei tifosi granata possono arrivare dove per altri sarebbe improponibile, forse perché abituati all’assistere senza partecipare, all’essere quotidianamente imbeccati e protetti dai media, senza doversi mai sforzare di fare o dire niente di proprio. Questa tendenza non è cambiata nemmeno ora, basta leggere i giornali o ascoltare le Tv. Se al posto della Juve ci fosse il Toro, nessun giornalista si sarebbe mai sognato di mettere sulla bilancia i diritti dei tifosi”.

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