Il segreto del Toro: una squadra e tre moduli, Udinese imbrigliata

Il segreto del Toro: una squadra e tre moduli, Udinese imbrigliata

Il confronto / Il vice di Mazzarri ha ridisegnato due volte i granata a partita in corso e ha dimostrato che questo Toro è capace di cambiare pelle nei diversi momenti della gara

Il Torino ha battuto l’Udinese non di certo con una partita spettacolare, ma perfetta sotto il punto di vista tattico. Walter Mazzarri e il suo vice ieri in panchina, Nicolò Frustalupi, sono usciti vittoriosi dal confronto contro Massimo Oddo e se Frustalupi a Napoli veniva soprannominato il “Talismano”, forse un po’ comincia ad diventarlo anche per i tifosi granata. Il vice-allenatore ha applicato alla perfezione ciò che si era preparato in settimana, con lucidità e con i tempi giusti: dalle sostituzioni ai cambi di modulo

TORO CAMALEONTICO – La partita di ieri è stata equilibrata, nessuna delle due squadre è riuscita a imporre nettamente il proprio gioco e anche gli episodi hanno inciso. Se i friulani sono stati penalizzati dal gol annullato dalla VAR a Barak e dall’infortunio di Lasagna,  c’è da dire che il Toro è stato molto accorto tatticamente dimostrando di saper gestire al meglio i vari momenti della gara impedendo ai friulani di riaprirla e terminando la quarta partita di fila in casa – la terza dopo il cambio in panchina – a reti inviolate. I granata hanno cominciato la gara con il solito 4-3-3, per poi cambiare due volte il modulo a partita in corso per limitare le folate d’attacco avversarie. Fondamentale in questo è stato sicuramente il passaggio alla difesa a 3: l’inserimento di Moretti al posto di Obi come terzo centrale di difesa ha fatto scalare Iago Falque sulla trequarti, in un 3-4-1-2 in cui Niang Belotti agivano da attaccanti. Appare, dunque, evidente che Mazzarri si appelli alla difesa a tre, quando c’è bisogno di maggiore garanzia sotto il punto di vista difensivo. Da sottolineare, dunque, la bravura del tecnico livornese capace di plasmare, in un mese di lavoro circa, una squadra camaleontica che fa dello spirito del gruppo la propria forza, con giocatori bravi e capaci di sacrificarsi, adattandosi a nuovi ruoli per ottenere il miglior risultato possibile per il club. Nuovo ruolo anche per Ansaldi che sta agendo da mezzala a centrocampo, con il suo inserimento al posto di Niang, dopo il 2-0 di Belotti, il Toro ha cambiato modulo per la seconda volta nella gara passando ad un 3-5-2 di maggiore contenimento dell’avversario riuscendo così ad agevolare il lavoro del reparto difensivo.

CAMBI NULLI – Oddo è stato sicuramente penalizzato dall’infortunio del suo uomo più pericoloso, Kevin Lasagna, ma è anche vero che l’ingresso di Perica e di De Paul al posto di Behrami non ha dato i suoi frutti. Anzi l’argentino, uno degli uomini più temuti, molto spesso è sembrato senza ritmo. Il numero 10 dei friulani era stato inserito per imbrigliare la difesa granata, agendo fra le linee per non dare punti di riferimento a Burdisso e compagni, ma dalla sua entrata in campo non è riuscito assolutamente a brillare così come l’Udinese non è riuscito a creare grandi pericoli per Sirigu. Ottima, dunque, la gestione della gara da parte del Toro che, grazie all’arrivo di MazzarriFrustalupi sembra vicino a trovare la quadratura del cerchio.

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