Giorgio Puia, l’arte di reinventarsi granata

Giorgio Puia, l’arte di reinventarsi granata

Figurine / Compie oggi 78 anni la mezzala, poi diventata stopper, da 250 presenze con il Torino in campionato

Quando stuferà l’espressione ormai abusata “Be’, era un altro calcio”? Per alcuni mai; per altri, forse, lo ha fatto già da un pezzo. Di certo, molto altro non si trova da dire quando si ricordano le gesta in campo di Giorgio Puia, che nasceva esattamente 78 anni fa, in quel di Gorizia. In Friuli crebbe anche come giocatore, uscendo dalle giovanili della Triestina per poi accasarsi alla Lanerossi Venza, ultimo gradino prima della consacrazione a Torino, nel 1963.

Nel mezzo, anche per merito del Paròn Rocco, la metamorfosi da mezzala a stopper, garantitagli dalle indubbie qualità fisiche: una scelta che gli permise anche di tornare in azzurro e di sfiorare, pur senza mai scendere in campo, il titolo mondiale del 1970. In granata trascorse 10 anni, dal 1963 al 1972, partecipando da protagonista ad un periodo che, con Meroni, Ferrini, Pulici, stava scrivendo la storia del Toro.

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