Glik ritrova la grinta e riconquista il Toro, per un finale da vero capitano

Glik ritrova la grinta e riconquista il Toro, per un finale da vero capitano

Focus on / Il siparietto con Cesare Bovo durante il match dell’Olimpico dà la misura del grado di attaccamento alla maglia del polacco

Una singola bella prestazione non può significare tutto, anche e soprattutto se decontestualizzata ed erta a modello di qualcosa. Quello che però può fare, una bella prestazione, è inviare segnali, marcare una linea di confine tra quello che c’era prima, e quello che c’è adesso. La partita di Glik contro l’Atalanta ha mostrato ai tifosi granata nuovamente, come non accadeva da parecchi mesi, la vera grinta del capitano del Toro, preciso in difesa, pericoloso in attacco, ma soprattutto simbolo di carattere e attaccamento alla maglia.

Paradigmatico, in questo senso, il siparietto che lo ha visto protagonista durante il match contro gli orobici, insieme al compagni di squadra e reparto Cesare Bovo: il polacco, in proiezione offensiva, tenta di ributtare in area nerazzurra un pallone in rovesciata, ma viene ostacolato involontariamente dal numero 5. Glik, allora, perde la pazienza e rimprovera l’esperto difensore  sbracciando visibilmente nei suoi confronti, con un misto di rabbia e cuore, tipico di chi sa che nulla deve essere lasciato al caso, se si vuole vincere. Un piccolo gesto, quasi insensato se estrapolato, ma che nel contesto della gara dice molto, moltissimo, sull’approccio che il numero 25 ha avuto sulla gara contro l’Atalanta: un approccio prima di tutto sentimentale e passionale, rabbioso ma corretto, di chi – fino all’anno scorso – veniva dipinto – giustamente – come l’incarnazione perfetta del cuore Toro, di valori come la tenacia e la grinta infinita, che effettivamente fanno pare del background di questa maglia.

Ecco, il siparietto tra i due giocatori, per quanto piccolo ed insignificante se estrapolato, acquisisce un tono molto più ambio nel contestoin cui si è manifestato. Un contesto che vedeva il capitano invischiato in voci di mercato e pressioni per le brutte prestazioni dell’ultimo periodo, un contesto che però può essere cambiato, a volte, anche solo con una strigliata ad alta voce, un moto spontaneo che sottolinea attaccamento a colori e tifosi. Glik, in qualche modo – non che ce ne fosse il bisogno, perché chi lo conosce, lo ha sempre apprezzato, ha dimostrato che il Toro è casa sua, e che del Toro lui è il capitano. E questo non ha possibilità di critica.

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