”I Campioni d’Italia: Bacigalupo; Ballarin Aldo; Ballarin Dino;…”

”I Campioni d’Italia: Bacigalupo; Ballarin Aldo; Ballarin Dino;…”

Il tempo “da 4 Maggio” che c’era stamattina nella bellissima commemorazione presso il Cimitero Monumentale si é in parte trasformato: qualche timido raggio di sole illumina il piazzale di Superga, da cui scriviamo (con le difficoltà -che speriamo ci perdonerete- dovute alla quasi totale assenza di “campofa”, quassù, la quale rende difficoltosa la trasmissione dei dati e dunque la diretta).

La sorpresa arriva presto,…

Il tempo “da 4 Maggio” che c’era stamattina nella bellissima commemorazione presso il Cimitero Monumentale si é in parte trasformato: qualche timido raggio di sole illumina il piazzale di Superga, da cui scriviamo (con le difficoltà -che speriamo ci perdonerete- dovute alla quasi totale assenza di “campofa”, quassù, la quale rende difficoltosa la trasmissione dei dati e dunque la diretta).

La sorpresa arriva presto, come presto (in anticipo rispetto ai programmi) arriva il pullman societario del Torino: dal mezzo scende infatti, per primo, Urbano Cairo. Il presidente era dato per assente certo. Circondato dalle guardie del corpo, ben presto intorno all’editore si forma un secondo cordone esterno di forze dell’ordine, quando un gruppo di tifosi, vedendolo, si getta a contestarlo (“Buffone”, “Vergogna”). La contestazione viene però naturalmente “diluita” dalla successiva discesa dal bus di tutti i giocatori, uno dopo l’altro, per cui arrivano copiosi gli applausi a sommergere il resto.

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Pacche sulle spalle, incoraggiamenti, inviti a mettercela tutta, sostanzialmente tanto affetto per i calciatori granata, che entrano in basilica dalla porta laterale.

Intanto, davanti al tempio e nei pressi della lapide, già in molti (quelli che non sono riusciti a entrare per la funzione) si aggirano, vestiti di granata; tra questi intravediamo anche Sauro Tomà, Claudio Sala, l’assessore Sbriglio. Abbiamo salutato prima dell’ingresso, i famigliari Ossola, Maroso, Grava.

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Terminata la Santa Messa, la squadra ha raggiunto il retro, ed il capitano Rolando Bianchi ha ora letto i nomi dei caduti, con voce stentorea e atteggiamento fiero e rispettoso al tempo stesso. La benedizione di Don Aldo, l’applauso della folla così stretta che si fatica quasi a respirare, ed é tutto finito, anche se l’emozione rimane nei cuori ben più a lungo.

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Ora, la squadra rapidamente riprende la strada verso il bus, aiutata dai bodyguard (anche un po’ troppo zelanti, tanto che i giocatori stessi li richiamano dicendo “Ma non c’é mica nessun pericolo…!”), tra incoraggiamenti e strette di mano. Il piazzale molto lentamente si svuota, le commemorazioni del 62° anniversario della tragedia di Superga si concludono qui.

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