Il borsino granata

Il borsino granata

di Carlo Quaranta

 

Dopo la sofferta vittoria contro il Palermo il saldo punti (desiderati e meritati) resta ancora in rosso ma sotto il profilo del gioco, della continuità e del temperamento le quotazioni granata appaiono decisamente in rialzo. Gran parte del merito va data al nuovo centrocampo granata che ha trovato in Dzemaili e Barone due calciatori affiatati ed entrambi utili sia in fase di interdizione…

di Carlo Quaranta

 

Dopo la sofferta vittoria contro il Palermo il saldo punti (desiderati e meritati) resta ancora in rosso ma sotto il profilo del gioco, della continuità e del temperamento le quotazioni granata appaiono decisamente in rialzo. Gran parte del merito va data al nuovo centrocampo granata che ha trovato in Dzemaili e Barone due calciatori affiatati ed entrambi utili sia in fase di interdizione che in quella di costruzione. I due fanno spesso “da elastico” coprendosi a vicenda e così quando l’uno va a proporsi, l’altro gli guarda le spalle: in questo modo la distanza tra i reparti risulta finalmente accorciata ed i granata non devono affidarsi ai lanci lunghi come prima. Certamente il ritorno al 4-4-2 ha agevolato tali meccanismi e spostato maggiormente l’iniziativa sulle fasce sebbene sabato mancassero i migliori interpreti del ruolo (leggasi Abate e Rubin) e soprattutto Zanetti e Saumel a sinistra non fossero a proprio agio. Tuttavia l’inserimento di Rosina ed Abbruscato ed il conseguente ritorno al centro di Saumel ha poi propiziato il gol grazie all’ennesimo tiro dalla distanza, una merce rarissima in casa granata che questo nuovo centrocampo ha avuto anche il merito di ritrovare. Dopo il derby, che resta certamente la peggiore partita sin qui disputata, avevamo chiesto una reazione da Toro e dopo lo scippo di Genova avevamo chiesto altrettanto: possiamo dire di essere sulla buona strada. Ora confidiamo che si continui così, i segnali ci sono.
 
 
CHI SALE:
 
DZEMAILI           prestazione superba in mezzo al campo impreziosita da due pali. Il ragazzo è in crescita costante e, dopo le prime uscite un po’ balbettanti, sta trovando condizione ed idee candidandosi come il nuovo faro del gioco granata. Al contempo non lesina mai grinta e determinazione contrastando spesso con generosità, talvolta anche troppa (come nel caso dell’ammonizione), in tackle. Grande personalità.
 
BARONE           riecco il fido scudiero del regista di turno. Svolge con grande sagacia tattica i compiti di copertura e di ripartenza sostenendo le giocate dell’ispiratissimo svizzero ed andando anche vicino al gol. Si sta ritrovando, i primi segnali li aveva dati già nel derby con una prova di assoluto temperamento. Chissà che Capitan Ferrini non abbia benedetto da lassù i mediani granata…
 
CALDERONI       due soli interventi (efficaci) ed un’uscita su un cross nel finale: pochi elementi ma sufficienti per desumere che anche nel suo caso c’è una maggiore sicurezza e consapevolezza dei propri mezzi dopo alcune incertezze nelle precedenti partite.
 
PISANO       è forse il giocatore meno appariscente dei granata ma per la seconda volta in una settimana ha sfoderato una prova di assoluta affidabilità al centro della difesa dimostrando di sapersi adattare e di essere utile alla causa rimediando con lucidità in alcune occasioni importanti. Perde Miccoli solo in un’occasione che però poteva costare cara.
 
ROSINA         non è il Rosina che ha contribuito in modo determinante alla promozione ed alla prima salvezza. Quello di cui i tifosi sono ancora innamorati. Però è un Rosina che sta cercando di ritrovarsi e, speriamo, di reinventarsi per tornare fondamentale in maniera stabile per questo Toro. Magari sulla sinistra dove ha sfornato un paio di buoni suggerimenti per Amoruso e Stellone.
 
SAUMEL         è entrato a partita in corso al posto di Zanetti e si è sacrificato come il compagno in una posizione non sua. Ha convinto più dell’italiano in quella zona pur senza strafare, poi accentrandosi ha trovato anche il gol partita nella giornata del centrocampo granata.
 
 
STABILI:
 
DIANA          continuo sia a presidio della propria area con diagonali perfette ed efficaci (ne sa qualcosa Cavani) che nelle iniziative sulla corsia di pertinenza con buoni affondi e suggerimenti nell’area avversaria. Si attesta sui rendimenti positivi delle ultime uscite e da terzino non gli si può chiudere molto di più.
 
DI LORETO         recita il suo ruolo ostentando sicurezza e spesso fermando sul nascere il contropiede rosanero. Come al solito prezioso sulle palle alte, annulla Cavani e cerca fortuna anche in area avversaria. Buona costanza di rendimento.
 
OGBONNA        più guardingo rispetto alla partita di Genova, controlla la sua zona senza patemi. Cerca giustamente giocate semplici per buona parte del match spostando in avanti il suo baricentro nel finale quando cerca di scodellare buoni cross al centro: i risultati non sembrano quelli perfetti di domenica scorsa ma a ben vedere stavolta fruttano il gol partita.
 
STELLONE        si fa trovare pronto nelle conclusioni aeree verso la porta di Fontana, non altrettanto reattivo con i piedi: in area non trova mai il guizzo vincente ed è piuttosto macchinoso quando potrebbe avere l’occasione giusta. Si sa che non è il classico rapinatore d’area ma è prezioso per accorciare la distanza tra i reparti andando a prendere il pallone lontano dall’area e favorendo gli inserimenti dei compagni.
 
AMORUSO          rispetto a Stellone ha nelle sue corde il tocco letale sotto porta ma a quanto pare ha deciso di tenerlo riservato per altre occasioni. Non è nel suo momento realizzativo migliore anche se si trova sempre al posto giusto ed in fin dei conti fa pure i gol. Solo che glieli annullano…
 
COLOMBO        ha il merito di far soffrire Balzaretti e per il popolo granata ciò non è poco. Non brilla come a Genova ma crea una buona opportunità non sfruttata da Stellone ed è bravo a portar via l’uomo favorendo l’inserimento di Diana. Qualche limite di troppo palesato nel controllo. Da verificare i problemi all’inguine proprio ora che stava acquisendo fiducia.
 
 
CHI SCENDE:

 

ZANETTI        da qualche partita ormai si ritrova in una situazione di appannamento al di là del fatto che non abbia giocato nel suo ruolo naturale. D’accordo, non ha il piede sopraffino ma è fin troppo ruvido e pasticcione e non riesce a cavare un ragno dal buco nella sua zona nei 53’ in cui resta in campo.

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