Il borsino granata

Il borsino granata

di Carlo Quaranta

 

A conti fatti le vittorie di Empoli, Padova e Livorno hanno pesato più di quella conseguita dai granata contro la Triestina. Nei prossimi due week end che chiuderanno il campionato di serie B, il Torino dovrà praticamente iniziare a giocare dei veri e propri pre-play off per sperare di accedere…

di Carlo Quaranta

 

A conti fatti le vittorie di Empoli, Padova e Livorno hanno pesato più di quella conseguita dai granata contro la Triestina. Nei prossimi due week end che chiuderanno il campionato di serie B, il Torino dovrà praticamente iniziare a giocare dei veri e propri pre-play off per sperare di accedere poi alla post season. E già da adesso Bianchi e compagni dovranno abituarsi all’idea che la strada sarà in salita e che occorrerà vincere sempre da qui alla fine per poter ottenere l’agognata promozione. Una prospettiva che al momento – e la partita contro i giuliani ne ha dato ulteriore prova – non sembra alla portata di questa squadra, sempre discontinua nel rendimento, nella voglia, nelle idee, nella grinta, negli episodi, nel gioco corale. Un’altalena nello stato di condizione sia fisica che mentale non costituisce quasi mai un buon viatico per il raggiungimento di un traguardo. La dispersione di energie fisiche e soprattutto mentali che ne hanno condizionato e pregiudicato il cammino rischia a questo punto di risultare fatale alla squadra di Lerda (comunque imbattuto nella seconda versione) a meno che non intervenga qualche elemento nuovo e dal fondo del barile non si riesca a recuperare quell’entusiasmo, finora sopito, che permette la realizzazione anche delle imprese più insperate.

CHI SALE:
RIVALTA        rientro quanto mai importante e decisivo. Non appare molto ma è sempre puntuale nelle chiusure e non è un caso se con lui in campo il Toro torna a conquistare i tre punti e la difesa non subisce gol.
DE FEUDIS        centrocampista dalla pazienza certosina e dallo spiccato spirito di abnegazione, regala una performance positiva impreziosita da un cross al bacio per Ogbonna e soprattutto dal primo gol granata.
ANTENUCCI        apre subito il match con un gol di rapina e ciò facilita certamente il compito della squadra. Per il resto fatica a trovare varchi e si fa notare solo per un bel colpo di testa deviato dal portiere ed una bella giocata sulla trequarti.
RUBINHO       impegnato con una certa difficoltà solo in due occasioni, se la cava alla grande su Bariti e Della Rocca e dimostra di essere sempre attento quando chiamato in causa.
OGBONNA       con la solita preponderanza fisica e con l’agilità che lo contraddistinguono, esce sempre con autorità dalle situazioni difficili in difesa e si rende pericoloso anche in attacco con un colpo di testa “troppo pulito”.

STABILI:
DE VEZZE        non disputa una partita memorabile ma, oltre a tamponare, prova a costruire da regista la manovra sventagliando qualche pallone verso gli esterni e proponendo qualche fraseggio. La coppia De – De continua ad essere la più affidabile.
BIANCHI        entra sia nel primo gol con un pressing vincente su Dettori che nel secondo  con una generosa sponda a beneficio di De Feudis. Sfiora il gol con un gran tiro ed una testata troppo centrale. E reclama per un rigore che poteva starci. Attivo.
ZAVAGNO      talvolta eccessivamente irruente e protagonista di qualche intervento a vuoto, limita le avanzate e le sovrapposizioni ma riesce a non fare danni nonostante non sia al top della forma.
IUNCO       ancora lontano dall’essere il giocatore in grado di fare la differenza, riesce a produrre un paio di traversoni interessanti tra tanti errori ed imprecisioni anche nei fondamentali.
SGRIGNA        bolle per due terzi di gara in panca, poi quando entra si mette in luce con giocate ispirate sfiorando il gol su punizione e sfornando buoni assist per Bianchi e compagni. Forse sentirsi messo in discussione lo aiuta.
PAGANO      anche lui entra nel corso della ripresa e movimenta un po’ l’asfittica manovra offensiva granata con interessanti affondi sulla fascia sebbene non sempre trovi la soluzione migliore.
DI CESARE        non deve certamente sudare le proverbiali sette camicie per contenere gli avversari ma fa il suo. Come al solito non va per il sottile e bada piuttosto all’efficacia.

CHI SCENDE:
GABIONETTA       sembra ispirato ma ben presto ci si accorge che gioca per se stesso tentando sempre un dribbling (o più) di troppo vanificando buone opportunità. In più si fa male.

(Foto Dreosti)

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