Il mio Toro è…

Il mio Toro è…

Buonanotte granata/ A volte un disastro, ma spesso magia. Ecco il Toro che amiamo e che ci ha fatto vivere una stagione indimenticabile

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Il mio Toro a volte è un disastro. Di quelli che ti lasciano senza parole, per 15 minuti, con le mani in faccia, mentre pensi solo “Basta, basta!”, e vedi il quinto gol del Genoa andare in rete. Un partita disastrosa proprio a casa di quelli lì, con i quali stai ancora aspettando una vendetta da quel 3-2 maledetto, e che hanno una dirigenza e un allenatore che proprio non ti vanno a genio. E pensare che la punizione di El Kaddouri era stata così esaltante… ma poi, che disastro!

Proprio come una settimana nera nera, che comincia mercoledì con una gara persa contro l’Empoli su un autogol del portiere (ma chi perde tre punti così pesanti per un autogol del portiere? Noi, solo noi…), e terminata con l’altra squadra di Torino che passa inspiegabilmente a Madrid e va a giocarsi la finale di Champions League. In una settimana così ti può succedere di tutto. Ti si può fermare la macchina in mezzo alla strada, ti si può rompere l’ombrello mentre diluvia, e, mentre cerchi di aprire la portiera possono caderti le chiavi nel tombino. A volte, a noi del Toro, capitano dei momenti così.

Ma il Toro è anche e soprattutto magia. Quella che ti fa riaprire bocca dopo il quinto gol e ti fa dire che non vedi l’ora che arrivi domenica, perchè è vero che la qualificazione è andata, nel peggior modo possibile, ma hai voglia di goderti queste ultime partite, e di sostenere ancora quella squadra che ti ha fatto sorridere così tanto quest’anno, che ti ha regalato emozioni che non provavi da tempo. E ti guardi indietro e ripensi al gol di Moretti a San Siro, a quella gara tutto cuore (e testa del capitano) contro i russi, a quei due gol che il 26 aprile ti hanno fatto piangere di gioia… e alla notte di Bilbao, quella trasferta che è stata una festa. Quanta magia nel nostro Toro.

Per spezzare l’incantesimo non basta una settimana disastrosa. Ma un’altra magia, quella che può farci pensare davvero che vivere stagioni simili sia ordinaria amministrazione e non una sporadica opportunità, va fatta in estate. E mentre si susseguono notizie su mister che possono partire (spero proprio di no…) e riccioluti calciatori che magari vorrebbero tornare, io mi lecco le ferite per l’Europa mancata e penso che in questa storia d’amore che dura da una vita, queste delusioni sono un prezzo (non così alto…) da pagare. E dopo una stagione così, il conto lo saldo volentieri.

Buonanotte granata…

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