Il reparto offensivo del Toro di Ventura

Il reparto offensivo del Toro di Ventura

di Stefano Rosso – Uno dei punti di forza del Torino di questa stagione sarà sicuramente l’attacco. Se da un lato è concetto quasi lapalissiano per una squadra che punta alla serie A e dall’altro, invece, la gara contro il Lumezzane può aver fatto storcere il naso, si può fare un ragionamento tecnico sui giocatori a disposizione di Ventura: quattro attaccanti di cui due prime punte, una seconda…

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di Stefano Rosso – Uno dei punti di forza del Torino di questa stagione sarà sicuramente l’attacco. Se da un lato è concetto quasi lapalissiano per una squadra che punta alla serie A e dall’altro, invece, la gara contro il Lumezzane può aver fatto storcere il naso, si può fare un ragionamento tecnico sui giocatori a disposizione di Ventura: quattro attaccanti di cui due prime punte, una seconda ed un centravanti duttile.
Andando ad analizzare nel dettaglio le caratteristiche dei singoli giocatori ci si può accorgere che questo reparto è certamente uno dei più completi della squadra, pregio che può permettere a Ventura di provare più soluzioni offensive e cambiare, se necessario, volto all’attacco anche a partita in corso: pur senza grosse novità rispetto all’anno passato, per il gioco che il Torino sta mettendo in campo, non ci sono doppioni e, concettualmente, tutti gli attaccanti possono coesistere indistintamente.

In base alle esigenze del gioco infatti il tecnico può affidarsi ad una prima punta fisica, abile a giocare di sponda ed inserirsi in area per capitalizzare l’ultimo passaggio (Rolando Bianchi) oppure ad una brevilinea, rapida e capace a dare profondità alla squadra (Mirko Antenucci). Oltre ai due giocatori con queste caratteristiche in squadra c’è anche una seconda punta classica (Alessandro Sgrigna), ottima da collante tra il reparto mediano e quello offensivo, abile nel concedere l’appoggio facile e la sponda in caso di convivenza con l’attaccante da profondità, bravo anche nell’indovinare l’ultimo passaggio nell’altro caso.
Il quarto elemento a disposizione di Ventura è invece il più duttile (Giulio Ebagua) capace sia di dare profondità sia di usare il fisico per giocare di sponda, ma al contempo in grado di fare da spalla al compagno di reparto e liberarlo al tiro indisturbato.

Proprio la gara contro il Lumezzane, tra l’altro, ne è stata la prova lampante: partito con la coppia Bianchi-Sgrigna, col primo a giocare di sponda per poi inserirsi in area – sciupando, tra l’altro, una ghiotta occasione a metà del primo tempo – ed il secondo, giustamente in difficoltà visto l’atteggiamento attendista dei Bresciani, dedito ad assistere il compagno schierandosi più indietro, il tecnico Ventura ha poi inserito Antenucci proprio al posto di Sgrigna per sfruttare maggiormente la profondità. La difesa a quattro schierata da Nicola col mediano davanti alla difesa impediva infatti al centrocampo granata di giocare il pallone sull’ex Vicenza, vanificandone di fatto il rendimento e costringendo Iori al lancio piuttosto che all’appoggio per verticalizzare il gioco.

Uscito Antenucci per infortunio è stato il turno di Ebagua: il nigeriano ha subito trovato l’intesa con Bianchi e, con un velo prima e un movimento senza palla ad aprire la difesa poi, ha favorito due sortite offensive del capitano, abile nel guadagnarsi rispettivamente un calcio di punizione ed una rimessa laterale in zona d’attacco.
Questo testimonia, al di là dei nomi, la completezza del reparto offensivo granata: qualora il diesse Petrachi dovesse ritornare sul mercato per cedere qualcuno tra gli attaccanti, dovrà ragionare accuratamente sui sostituti, non tanto guardando il nome ma accertandosi delle sue caratteristiche.

(foto M.Dreosti)

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