Le cifre danno ragione a Di Cesare

Le cifre danno ragione a Di Cesare

Al “Romeo Menti” il Torino incassa la seconda sconfitta consecutiva, nello spazio di cinque giorni, e addirittura l’undicesima della stagione. Numeri che evidenziano il fallimento, quasi totale, della formazione granata. Emblematico il fatto che il saldo tra reti fatte e subite sia negativo, con 36 reti subite e 34 realizzate. Tra le prime dieci della classifica, oltre al Toro solo il Vicenza ha il segno meno nella differenza…

Al “Romeo Menti” il Torino incassa la seconda sconfitta consecutiva, nello spazio di cinque giorni, e addirittura l’undicesima della stagione. Numeri che evidenziano il fallimento, quasi totale, della formazione granata. Emblematico il fatto che il saldo tra reti fatte e subite sia negativo, con 36 reti subite e 34 realizzate. Tra le prime dieci della classifica, oltre al Toro solo il Vicenza ha il segno meno nella differenza reti.

I numeri della gara disputata in terra veneta, dove tradizionalmente il Torino ha sempre faticato, parlano però di una squadra che ha fatto meglio di quella avversaria, come ha dichiarato Di Cesare nel dopo gara. A cominciare dalle conclusioni totali (13 a 9 in favore dei granata) e quelle nello specchio della porta (4 a 2). Ma anche per ciò che concerne supremazia territoriale, attacco alla porta e pericolosità è sempre la squadra di Lerda ad aver fatto meglio.

Passando alle statistiche individuali la situazione non cambia. Rivalta comanda con un margine di rilievo nella classifica delle palle recuperate, seguito da Di Cesare e Cavanda. Nei passaggi riusciti è addirittura dominio Toro, con tutte e cinque le prime posizioni appannaggio dei granata. Mentre nell’ultima graduatoria, quella dei tiri fatti, Bianchi (4) è seguito da Antenucci e Abbruscato, a quota tre.

Le statistiche ci dicono, quindi, che il Toro ha fatto meglio del Vicenza e questo dovrebbe far suonare un campanello di allarme ancora più grosso. Perché mai si è avuta la sensazione di un Toro in grado di far davvero male agli avversari, se non in occasione della clamorosa traversa colpita da Bianchi.

(foto: M. Dreosti)

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