Le dimissioni dei tifosi

Le dimissioni dei tifosi

Tifare Toro é sempre stata un’impresa per cuori forti, ma ora sta diventando un esercizio per menti molto, molto stabili e sane. Perché il rischio di impazzire c’é. Di lasciarsi contagiare dalla schizofrenia ormai sfrenata con cui viene gestita quella cosa amata, cercata, seguita che é appunto il Toro stesso. Se così non fosse, se la situazione non fosse degenerata a tal punto e se non fossimo davanti al milionesimo…

Tifare Toro é sempre stata un’impresa per cuori forti, ma ora sta diventando un esercizio per menti molto, molto stabili e sane. Perché il rischio di impazzire c’é. Di lasciarsi contagiare dalla schizofrenia ormai sfrenata con cui viene gestita quella cosa amata, cercata, seguita che é appunto il Toro stesso. Se così non fosse, se la situazione non fosse degenerata a tal punto e se non fossimo davanti al milionesimo episodio simile, la notizia dell’esonero di Papadopulo sarebbe stata accolta con rabbia, dubbio, o altre emozioni normali, e non -come é invece accaduto- con risatine isteriche.

Cairo molla, o meglio: dice di voler mollare. Ma se in questi anni non é riuscito a compiere un progetto con il Torino né -finora- a venderlo a chicchessia, ha invece raggiunto un altro traguardo: ha “ceduto”, a titolo gratuito, moltissimi tifosi. A partire dalla quasi totalità dei bambini e ragazzini, che comprensibilmente non hanno più motivi di crescere granata visto che questo é diventato una cosa senza significato né sentimento, con gli adulti che parlano di cose vissute che però non trovano nessun riscontro nella realtà. Per arrivare proprio a tanti tifosi “maturi”, che ben prima del presidente hanno detto “basta”.

Qualcuno lo ha detto ieri sera: “Presidente, dici basta? No, lo dico io!” (E’ il tenore di alcune mail arrivate in Redazione). Ma molti altri l’avevano già fatto prima. Senza annunci pubblici, anzi: nemmeno privati, ché ammettere di rinunciare al Toro é una cosa fa male al cuore, e allora uno non lo dice manco a se stesso ma, nei fatti, non lo segue più.
In tanti non ce la fanno più a stargli dietro, a prendere schiaffi senza spiegazioni, per non dire degli sberleffi altrui che ormai quasi non arrivano più, diluiti nel compatimento generale che é cosa ben peggiore.

Dopo aver così umiliato l’ennesimo allenatore, quel Papadopulo che in un quarto di secolo da tecnico non aveva mai subito un trattamento simile, non rimane che attendere che quanto annunciato da Cairo si verifichi, vivendo intanto senza aspettativa alcuna il finale di un campionato da dimenticare in fretta. Con una dirigenza delegittimata, una squadra incapace di condurre in porto delle partite anche solo dignitose, ed una tifoseria che non sa più indicare una sola ragione per continuare ad andare allo stadio, o anche solo a parlare di Toro al bar. Sperando che il dichiarato disimpegno presidenziale non riguardi, per lo meno, quel che finora non si é riusciti ad intaccare: la storia (leggi “il Filadelfia”, che vive settimane decisive).

(foto M.Dreosti)

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