Le pagelle di Torino-Empoli 0-1: naufragio granata, si salvano in pochi

Le pagelle di Torino-Empoli 0-1: naufragio granata, si salvano in pochi

Le pagelle di TN / L’eclissi che non ti aspetti. La squadra di Ventura crolla nel match più importante della stagione: a Genova in campo per un pronto riscatto

Un po’ come nella gara d’andata, il Toro contro l’Empoli mette in campo la peggior prestazione stagionale. Anzi, questa tra le mura amiche resta le peggiore in assoluto. Nella gara più importante del campionato, la barca granata affonda in un mare nero come le notte. Si salvano in pochi, quasi nessuno. Lunedì contro il Genoa, la squadra di Ventura dovrà prontamente riscattarsi: diversamente il sogno europeo volerà via tra le onde di tempesta.

PADELLI 4: svista, abbaglio, calo di concentrazione. Chiamatelo come volete, resta il fatto che la clamorosa autorete in avvio pone la gara in salita. Errare è umano, certo, ma a quando nel calcio a sbagliare è il portiere, sono dolori. Nei restanti minuti della prima frazione, la partita diventa per lui un calvario, non riesce a trattenere un tiro e la palla scotta la punto tale che addirittura la lascia cadere a terra, rischiando di subire ancora.

MAKSIMOVIC 5: cerca di restituire un po’ di serenità a tutto il reparto, senza riuscirci fino in fondo. Maccarone lo mette a sedere in più di un’occasione, arrivando così alla conclusione. Sull’incursione palla al piede di Saponara al 24′, però, si riscatta brevemente salvando tutto (quasi) sulla linea.

GLIK 5: il capitano sbaglia approccio, certamente un primo tempo non da lui. Fatica nel fraseggio in difesa e spesso sbaglia i tempi quando cerca l’anticipo. Il tunnel di Saponara è la fotografia che descrive al meglio questa pazza partita. 

MORETTI 6: il retropassaggio fato a Padelli rientra nella normale amministrazione, stando al diktat del tecnico Ventura. Dopo il ‘fattaccio’ cerca di tenere alto il morale della retroguardia, questa certamente scossa dopo lo scivolone patito in avvio. Insiste con il fraseggio, ci prova sempre come a dire: ”Non è successo nulla”. Per sua sfortuna, i compagni sembrano sordi…

DARMIAN 6: non è semplice partire e spingere in lungo e in largo sulla fascia, quando senti che là dietro non sono pronti a coprirti le spalle. Mezzo voto in più, proprio per questo. Il laterale granata preferisce restare ancorato alla propria metà campo, cercando di fornire maggior copertura. 

GONZALEZ 5.5: parte titolare, un po’ a sorpresa, e sembra inizialmente a suo agio in mezzo al campo. La gara si mette subito in salita e anche lui affoga in questa partita sciagurata. A tratti fa rimpiangere il tanto vituperato Benassi. 

GAZZI 6: nel naufragio generale del primo tempo, il rosso mediano è tra i pochi a restare lucido. Roccioso come sempre, prova a ragionare, ma il vestito del metodista che detta i tempi, proprio non gli calza. Ma questa non è colpa sua.

EL KADDOURI 5: all’inizio verrebbe da dire: ”Predica nel deserto”. Poi con il passare dei minuti ti accorgi che nello stesso deserto resta impigliato nelle sabbie mobili. Non trova mai l’interruttore della luce e la squadra assieme a lui brancola a lunghi tratti nel buio pesto. (st 32′ Farnerud sv)

MOLINARO 5.5: si lancia in avanti, fa a sportellate con tutti. Insomma, ci prova fino in fondo e non si lascia abbattere. Ventura lo sostituisce ad inizio ripresa mettendo al suo posto il brasiliano Bruno Peres, tentando così di alzare il tasso tecnico della squadra (st 9′ Bruno Peres 6: entra in campo nella ripresa, aumenta la qualità sulla fascia sinistra, ma alla fine il risultato non cambia. Senza macchia e senza lode).

MARTINEZ 5: altra prova incolore del giovane venezuelano. Parte bene, come sempre, ma il motore ‘grippa’ subito dopo e alla fine è giustamente costretto dal tecnico a lasciare il posto al’argentino Maxi Lopez (st 12′ Maxi Lopez 5.5: ci prova più lui di Martinez e Quagliarella messi assieme. Non può certo essere sempre decisivo partendo dalla panchina, ovviamente, ma questa volta manca della giusta cattiveria davanti alla porta).

QUAGLIARELLA 5: scalda le mani al Sepe per la prima volta, soltanto nella ripresa. Precisamente al 29′ in occasione della punizione guadagnata da Bruno Peres, a ridosso della lunetta, disegnata sul limite dell’area. Poi ancora nel finale, costringendo l’estremo difensore avversario alla deviazione in angolo. Troppo poco per chi dovrebbe caricarsi sempre e costantemente la squadra sulle spalle.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy