Le ‘super aquile’ prima di Obi: da Omolade a Oduamadi, tutti i nigeriani del Torino

Le ‘super aquile’ prima di Obi: da Omolade a Oduamadi, tutti i nigeriani del Torino

Approfondimento / L’ex interista è il quinto nigeriano a vestire il granata: in passato delusioni ma anche quel gol indimenticabile…

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Con l’annuncio ufficiale, arrivato ieri sera da parte della società, Joel Chukwuma Obi è diventato il quinto calciatore nigeriano nella storia a vestire la maglia del Torino. Il secondo dopo Nnamdi  Oduamadi, solo di un anno più grande di lui, ad essere nato a Lagos, ex capitale dello Stato  e, con i suoi circa 11 milioni di abitanti, città più popolosa non solo della Nigeria ma dell’intero continente africano.

 Joel Obi alle visite mediche di ieri

OMOLADE, L’APRIPISTA – Il primo nigeriano nella storia del Torino è Akeem Omolade, che arriva in granata nell’estate 2001 proveniente dal Treviso. E’ appena diciottenne, ma è già segnato da un’esperienza che l’aveva fatto balzare (suo malgrado) agli onori delle cronache, non solo sportive: il giorno del suo esordio con la formazione veneta infatti una trentina di pseudo-tifosi della sua stessa squadra lo apostrofano con insulti razzisti quando scende in campo; la giornata successiva, per solidarietà, tutta i suoi compagni e lo staff tecnico entreranno in campo con il volto e la pelle dipinti di nero, in un gesto di protesta che farà il giro del mondo ricevendo un plauso unanime. In granata Omolade esordisce nell’ottobre 2001 contro la Sampdoria; giocherà altre 5 partite nella stagione 2002/03 senza lasciare particolare traccia di sé nella memoria dei tifosi.

Omolade riceve solidarietà dai compagni del Treviso dopo gli episodi di razzismo subiti (fonte: venetouno.it)

DELUSIONE OBODO – Per sette anni niente più nigeriani al Toro. fino a che, nell’estate 2010, la società non decide di rilevare in prestito dall’Udinese Christian Obodo, 26 enne centrocampista con già una grande esperienza di calcio italiano alle spalle avendo militato per 9 stagioni in Serie A con Perugia, Fiorentina e Udinese. L’inizio è col botto: segna a Ferragosto all’esordio in Coppa Italia contro il Cosenza e va in gol pure alla prima in Serie B, nella sconfitta con il Varese. Da lì in poi però poco campo, tanta panchina e alla fine la decisione di metterlo fuori rosa, in una annata disastrosa che vede il Torino terminare 8° e fuori dai playoff in Serie B. Per Obodo ovviamente niente riscatto e ritorno in Friuli.

Obodo in granata (fonte: romagnanoi.it)

ODUAMADI E QUEL GOL PROMOZIONE – Infine le ultime due ‘super aquile’ (il soprannome con cui viene chiamata la Nazionale di calcio nigeriana) prima di Obi ad aver vestito il granata sono Giulio Ebagua e proprio Nnamdi  Oduamadi, che indossano la maglia del Toro nella stagione del riscatto 2011/12. E’ la prima del ciclo Ventura, l’inizio di una storia splendida che dura ancora adesso e che ha permesso al Torino di tornare ad occupare finalmente i livelli che merita. Sia Ebagua che Oduamadi giocheranno in granata solo quella stagione ma entrambi riusciranno in qualche modo a farsi ricordare. Ebagua nel Torino ci è cresciuto, facendo tutta la trafila delle giovanili, ma il fallimento della società nel 2005 lo costringe ad abbandonare la città della Mole. Ritorna nel luglio 2011 ed il suo inizio è positivo: segna contro Nocerina, Hellas Verona ed Empoli. Ventura però difficilmente lo lascia in campo per tutti i 90′ e lui a gennaio viene mandato in prestito al Catania, chiudendo la sua breve parentesi granata con 22 presenze e 3 gol, tutti comunque importanti. Sono tre anche le reti stagionali di Oduamadi , ma una soprattutto è impresa nei cuori di tutti i tifosi: è ‘Odu’ infatti a sbloccare il risultato contro il Modena nel giorno della festa promozione, sotto una pioggia fittissima ma mai così bella.  E’ un batti e ribatti insistito in area piccola, un gol voluto e cercato che fa esplodere la gioia di tutti i cuori granata stipati nello Stadio Olimpico.

Oduamadi in azione con il Torino contro il Modena (fonte:calciomercatonews.com)

Un piccolo pezzetto di storia del Toro firmato Nigeria, firmato Lagos, sperando che anche Obi abbia la possibilità di lasciare la sua firma, piccola o grande che sia, nell’immenso romanzo di vita ed emozioni che è la leggenda del Torino.

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