Le tre sentenze di Lazio-Torino 1-3: riecco il coraggio di Mihajlovic

Le tre sentenze di Lazio-Torino 1-3: riecco il coraggio di Mihajlovic

Postpartita / Edera e Berenguer danno le risposte giuste, il nuovo centrocampo funziona bene

di Redazione Toro News

LE TRE SENTENZE

e su queste colonne, tiriamo le somme con il format “Le tre sentenze”. Per il Torino, quella in casa della Lazio è una vittoria meritata e prestigiosa, che sfata un tabù di 24 anni e che permette ai granata di tornare ad alzare la voce dopo parecchio tempo, tornando alla vittoria in campionato un mese e mezzo dopo l’acuto casalingo con il Cagliari. Proviamo ad analizzare che cosa ha detto la partita dell’Olimpico di Roma: dalle mosse tutte azzeccate di Mihajlovic.

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  1. claudio sala 68 - 1 anno fa

    Bisognerebbe riflettere sul fatto che i presunti nostri top player Liajc, Niang ed in parte Belotti non hanno assolutamente inciso sulla vittoria. Spero in gennaio qualche innesto valido e nessuna figurina.

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  2. Lucius - 1 anno fa

    Per noi, molto più delle doti(?) tecniche, una bella differenza la fanno quelli che si impegnano per tutta la partita, non certo le nullità come Niang o le primedonne come Liajic, che gioca sì e no dieci minuti su novanta.

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  3. Alberto Fava - 1 anno fa

    Con un titolo così, adesso sarà interessante leggere ( come sempre) lo scatenarsi dei post degli aspiranti “ buttafuori” !
    FVCG

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    1. ribaldo - 1 anno fa

      Io mi considero un “aspirante buttafuori”, ma non per motivi tecnici bensì umani (che è ancora peggio)
      Dal punto di vista tattico riconosco un grande miglioramento rispetto a due mesi fà, spero che insista su questa strada e che la classifica ci premi anche se questo significherà un altro anno di questa conduzione tecnica. Ho sopportato e sostenuto anche di molto peggio!

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      1. Alberto Fava - 1 anno fa

        Mi perdonerai se non prendo e non prenderò mai in considerazione i fattori umani, quando parliamo di calco, e mi limito solo ed esclusivamente al campo, al gioco ma soprattutto ai risultati.
        Se dovessi considerare il fattore umano, smetterei proprio di seguire il calcio a livello professionistico.
        Vedo già un mare di schifezza nel mondo dei dilettanti, che mio figlio sta frequentando da 35 anni, prima come calciatore e negli ultimi 19;come allenatore/istruttore di scuola calcio, diplomato ISEF e con tanto di patentino federale.

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        1. ribaldo - 1 anno fa

          OK condivido in linea teorica ma l’antipatia per il personaggio prende il sopravvento.
          Può darsi che il giorno in cui smetterò di seguire il calcio (tutto) non sia poi così lontano.
          Se non fosse per il Toro sarebbe già successo.

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          1. Alberto Fava - 1 anno fa

            Si, anche questo tuo ragionamento non fa una grinza.

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    2. JoeBaker - 1 anno fa

      Ciao, non mi vergogno, io sono stato un aspirante, anche se mai scatenato.
      Semplicemente non credevo che Sinisa avrebbe ceduto alla logica: quello che ha fatto è semplicemente quello che gli si chiedeva da un bel po’ e, visti i risultati, che somigliano quasi a quelli dell’inizio della scorsa stagione, direi che era giusto e, probabilmente, neanche difficile da fare, con l’organico che c’è a disposizione.
      Il Toro ora inizia ad avere un abbozzo di gioco, con un minimo di ordine tattico, anche se con poche idee.
      Se non lo avesse fatto, sono ancora convinto che si sarebbe dovuta cambiare la guida tecnica.
      Rispetto le opinioni e i gusti di tutti, ma a me, invece, Sinisa piace caratterialmente, perché mi sembra più genuino di altri, anche se faccio molta fatica a dimenticare certi suoi trascorsi extra-calcistici.

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      1. Alberto Fava - 1 anno fa

        Ciao , parto dal fondo del tuo post: i trascorsi extra calcistici di Sinisa o di chiunque altro non mi sono mai interessati per nulla, anzi ti dirò che mi sarebbe tanto piaciuto che Maradona avesse giocato nel Toro.
        Malgrado tutti i suoi interessi extra calcistici, e pare fossero molti :-)
        Io sinceramente ho sempre apprezzato Mihailovic, già come calciatore mi piaceva tanto, sia tecnicamente che per il suo carattere, magari spigoloso oltre le righe ma mai falso o doppio.
        Mi piacciono quelli che sanno parlare in maniera diretta, senza troppi giri di parole e che soprattutto sorridono solo quando c’e da sorridere.
        Gli ipocriti ed i vigliacchi mi hanno sempre provocato ribrezzo, e purtroppo ne siamo pieni dappertutto.
        Per quanto riguarda il suo operato, a me va più che bene come quello del Management e della proprietà .
        Sono lustri che il Toro non stava come adesso, negli ultimi 3-4 anni vicino alla zona coppe della classifica, e continuo ad essere molto fiducioso che quest’anno ci arriveremo.
        Infine, leggo anche commenti molto “ politicizzati”, gente che spara ( a salve o ad acqua , come si può sparare protetti da un nick, vedi i vari Pimpa e compagnia briscola), solo per il fatto che magari Mihailovic con i suoi atteggiamenti rivela una personalità di un certo tipo, opposta alla fede degli ipercritici, come si può evincere dai loro “ commenti”.
        Questi signori non hanno ancora realizzato che non di può uniformare il mondo ( in questo caso il Toro), al loro ideale di comportamento e bandiera.
        Ognuno è libero di avere il senso di appartenenza politica che preferisce, non per questo se domani l’onorevole Ferrero, o magari Alessandra Mussolini diventassero ipoteticamente il nuovo Mister del Toro, chi la pensa in maniera opposta smette di tifarlo, oppure peggio ancora si scatena come un becero sputando veleno quotidianamente , augurando loro tutte le disgrazie possibili ed immaginabili, ed insultandoli ad ogni piè sospinto con epiteti che non si sentono neppure nelle risse fuori dalle discoteche.
        Ovviamente però sempre ben protetti dal paravento nick name…..
        Persone molto sincere e coraggiose, quasi come Mihailovic, quasi……
        Ciao

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  4. Filadelfia - 1 anno fa

    Coraggio si. Giusto e doveroso osare. Ma con equilibrio tattico. Proprio quello che mancava con il 4-2-3-1 dove Niang passeggiava e Ljaljic giocava a corrente alternata.

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