Leo Junior: il genio brasiliano con il Toro nel cuore

Leo Junior: il genio brasiliano con il Toro nel cuore

Figurine / Nasceva oggi il brasiliano che ha contribuito a fare la storia del Torino

di Redazione Toro News

Spegne oggi 63 candeline Leovegildo Lins da Gama Junior, meglio conosciuto come Leo Junior. Il giocatore brasiliano è senza dubbio uno dei migliori giocatori stranieri che abbiano mai indossato la maglia del Torino, tanto da aver lasciato nei suoi tifosi un ricordo indelebile. Dopo un inizio di carriera in madrepatria – sponda Flamengo –per il terzino di Joao Passoa si aprirono le porte del bel Paese: prima a Torino e poi a Pescara.

Ma è proprio sotto la mole che ha lasciato la migliore impronta, conquistando sin dal primo giorno, la simpatia dell’intero ambiente granata a suon di classe e fantasia. Era l’estate del 1984 quando l’ormai trentenne, che di un trentenne aveva solo la carta d’identità, sbarcò in Italia per una cifra superiore ai due milioni di euro. È proprio qui che avviene la sua trasformazione: altrove la sua l’età avanzata non gli avrebbe mai permesso di giocare ad altissimi livelli nella fascia come terzino, così il brasiliano, alla corte di Radice, si reinventa centrocampista, ruolo in cui ha dimostrato molta destrezza e classe. In quella stagione, il Torino conquista un ottimo secondo posto, arrendendosi soltanto al Verona di Bagnoli.

Gigi Radice insieme a Junior
Gigi Radice insieme a Junior

Dopo tre stagioni disputate ad altissimi livelli, qualcosa si rompe nel rapporto tra il brasiliano e il tecnico di allora: il ragazzo non è più felice come un tempo e decide di cambiare aria. In Italia il brasiliano vestirà la casacca del Pescara per le successive due stagioni ma l’impronta lasciata nel Torino rimane ancor oggi la più profonda. Nell’ultima fase della sua carriera poi, Junior decise di tornare nuovamente nella squadra in cui è cresciuto sportivamente, il Flamengo, dove continuò a giocare fino al 1993 per poi ritirarsi definitivamente. Al Torino Junior, noto anche come “O’Maestro”, ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi collezionando ben 119 presenze e 18 reti. Ma oltre i  numeri il brasiliano, ha fatto davvero tanto: il giocatore non ha mai dimenticato il suo passato granata ed ha ottimamente rappresentato il Torino nel mondo, partecipando attivamente, tra le altre cose, agli eventi per la ricostruzione del Filadelfia.

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  1. abatta68 - 1 anno fa

    peccato che abbia incrociato quella testa bacata di Gigi Radice, uno di quegli allenatori che ogni tanto, per pura ottusaggine tattica, lo sostituiva con Pileggi, un inabile a qualsiasi tipo di sport, non solo al calcio! Oggi in molti criticano Mhjailovic per le scelte tecniche discutibili… ma non si ricordano che Radice, oltre a farci vincere uno scudetto, ha fatto anche andar via dalla disperazione giocatori come Junior e Dossena, che hanno preferito andarsi a divertire da altre parti! in seguito Radice è stato cacciato… ma giocatori cosi qui non li abbiamo visti mai più!
    Leo era uno che dopo gli allenamenti si fermava a scambiare due battute con i vecchietti a bordo campo… una volto l’ho sentito chiedere a un vecchietto (in piemontese !) se avevano giocato bene! …tanto per dire…

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  2. FVCG-70 - 1 anno fa

    Già all’epoca ero abbonato in Maratona al vecchio Comunale (avevo 14 anni…sigh…) :
    che spettacolo Leo!
    Forse il giocatore che ho amato di più nella mia vita, tutta a tinte granata.
    Classe cristallina, grande umiltà e grandissimo uomo!

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    1. abatta68 - 1 anno fa

      eh già… il goal del 2-0 al Milan su punizione… il pallone sembrava un frisby!!

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