Malumori, spaccature. E’ davvero un male?

Malumori, spaccature. E’ davvero un male?

L’abbiamo detto subito; subito dopo la partita di sabato: “Questo allenatore ha già capito parecchie cose, e si comporterà di conseguenza”. E quando si comprendono cose che non sono positive, e si decide di provare a porre un rimedio, tale rimedio non sarà semplice né gradevole né gradito.

Venendo al concreto, tutti hanno raccontato, nei giorni a cavallo del suo arrivo a Torino, un Papadopulo…

L’abbiamo detto subito; subito dopo la partita di sabato: “Questo allenatore ha già capito parecchie cose, e si comporterà di conseguenza”. E quando si comprendono cose che non sono positive, e si decide di provare a porre un rimedio, tale rimedio non sarà semplice né gradevole né gradito.

Venendo al concreto, tutti hanno raccontato, nei giorni a cavallo del suo arrivo a Torino, un Papadopulo “sergente di ferro”, abituato ad usare il pugno duro nelle situazioni difficili, e a risolverle. Abbiamo scritto, ben conoscendo lo stato attuale dello spogliatoio granata, che in un momento del genere era l’uomo giusto, il migliore. Lo ribadiamo oggi, in questa giornata in cui anche altrove sembrano essersi accorto dello stato delle cose.

Lo spogliatoio granata, appunto, che é sicuramente in subbuglio. Lo era ai tempi di Lerda, con una parte schierata con l’allenatore e un’altra, che riteneva non solo che il tecnico sbagliasse diverse cose nel proprio lavoro ma che era anche colpita dall’ostracismo del mister cuneese, che era contro (ostracismo che si traduceva verso alcuni con il confino in tribuna, e verso altri con il mutismo e la chiusura dei dialoghi). Lo é ancor più oggi, perché Papadopulo sta, semplicemente, tenendo fede alla sua fama.

Ma siamo sicuri che sia un male? Lo scatenarsi di una tempesta interna, porterà sicuramente effetti negativi? Una situazione come quella attuale, può davvero peggiorare.

Le sue dure parole, riportate su TN, nel post-Livorno, non sono state gradite da parte di alcuni. “Chi  é con me, mi segua; chi non lo é, non avrà il sottoscritto a fargli da parafulmine”, ossia verrà lasciato solo ad affrontare le proprie responsabilità. Qualcuno si é sentito toccato, da quest’uscita? I nostri nonni l’avrebbero chiamata “coda di paglia”.
Papadopulo, con la parziale eccezione di Siena, é uomo che ha sempre vissuto esperienze brevi, sulle varie panchine su cui si é seduto, anche -diciamolo- perché sa mettere al proprio posto i giocatori, li fa filare, non creando forse un clima idilliaco, ma molto professionali sì. Va da sé che é difficile certi ambienti possano durare a lungo; ma sul breve, la sua disciplina di norma é risolutiva e vincente.

Non sono i colloqui del “Papa” con Petrachi ad aver acceso la rabbia di molti calciatori; sono le parole del “Papa” ai giocatori stessi. Il mister parla direttamente con i suoi, senza bisogno di intermediari; poi, é chiaro, riferisce di continuo alla dirigenza (lo farebbe con un dg anziché con il ds, se solo un dg ci fosse).

E visto che a Torino abbiamo visto per anni squadre che si impadroniscono degli spogliatoi, che decidono il destino degli allenatori, che vanno a pietire trattamenti migliori direttamente con la proprietà, se per una volta si instaurasse una sintonia tra guida tecnica e dirigenza in merito ad un cambio di rotta, davvero questo avrà effetti negativi? Sicuramente nell’immediato scatenerà malumori, ma dal momento che dovrebbe essere sempre -nei luoghi normali- il tecnico a decidere, e non i giocatori, se questo accadesse non sarebbe forse un’attesa prima volta? In conclusione, siamo davanti ad una nuova, drammatica “spaccatura” (il termine più abusato dell’ultimo lustro granata), o piuttosto ad un chiarimento, se non ad un repulisti, che potrà magari portare una sferzata a lungo attesa?

(foto M.Dreosti)

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