Mazzarri chiama e Bremer risponde: contro il Renate 90′ di personalità

Mazzarri chiama e Bremer risponde: contro il Renate 90′ di personalità

Focus on / Il brasiliano è l’unico a giocare per tutta la durata del match: ecco le risposte che chiedeva Mazzarri

di Nicolò Muggianu

Bremer? In fase difensiva molto bene, deve ancora sciogliersi quando ha la palla”. Queste le parole con cui appena un paio di giorni fa Walter Mazzarri, al termine dell’amichevole vinta contro la Pro Patria, “battezzava” la prima apparizione in granata di Gleison Bremer. Uno spezzone di gara incoraggiante, in cui però il brasiliano classe 1997 era sembrato ancora troppo timido. Nessuna giocata degna di nota in fase di costruzione, nessun segno di personalità. Insomma, soltanto il solito “compitino”. Una prestazione della quale però – tutto sommato – Mazzarri era parso soddisfatto: “È giovane, voglio sia più spregiudicato ma è normale, è appena arrivato. E’ ancora un po’ timido, per il momento va bene così“.

SEGNALI – Nell’amichevole di ieri, vinta 3-0 contro il Renate però ecco arrivare sul campo le risposte chieste da Mazzarri. Bremer, unico giocatore del Torino a disputare tutti i 90′, ha messo in campo grande eleganza e personalità, dimostrando non solo di essere dotato di grande tecnica ma anche di aver appreso già molti dei dettami tattici richiesti dal tecnico di San Vincenzo. Una prestazione incoraggiante in tutto e per tutto la sua (è tra i migliori in campo insieme ad Edera e Damascan), ma che va commisurata alla pericolosità dell’avversario. Il Renate d’altronde è pur sempre una squadra di due categorie inferiore al Torino. Riassumendo in poche parole: una rondine non fa primavera, ma è lecito essere ottimisti.

OTTIMISMO – Una cosa è certa: durante il match di ieri Bremer è stato tra i giocatori che maggiormente si sono distinti insieme ad Edera. D’altronde non era affatto scontato che il brasiliano avesse già nelle gambe 90′ su questi livelli. Contro il Renate ha dimostrato di essere cresciuto molto in fase impostazione, sovrapponendosi in più di un’occasione ma mantenendo sempre un alto grado di concentrazione e cercando di non strafare. Insomma, le sessioni intensive di “mazzarrismo” dei primissimi giorni di ritiro hanno dato i frutti sperati: il brasiliano ha dimostrato di essersi integrato al meglio nell’amalgama costruita dal tecnico di San Vincenzo. Certo, il Renate non è certo l’avversario giusto per trarre conclusioni definitive, ma resta ottimismo per quanto fatto vedere in campo dal classe 1997 per tutto il corso dei 90′.

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  1. PrivilegioGranata - 5 mesi fa

    Eleganza, personalità, tecnica. D’accordo, contro una squadra di serie C. Però fa ben sperare, un giocatore se è tecnico e ha personalità può faticare di più contro avversari di A però non diventa una pippa tutto d’un colpo.

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