Mazzarri-Longo, integralista a chi?

Mazzarri-Longo, integralista a chi?

Focus on / Scelte obbligate o quasi in questo avvio di campionato per gli allenatori di Torino e Frosinone

di Roberto Bianco

Non è certo il miglior esordio su una panchina di Serie A che il vincente ex allenatore della Primavera Granata si poteva immaginare. Moreno Longo torna a Torino con un Frosinone malconcio, un solo punto in classifica, difesa e attacco maglia nera in Italia e in Europa. Tecnicamente penultima, ma solo grazia alla penalizzazione del Chievo Verona, la formazione laziale è stata spedita in ritiro da patron Stirpe dopo la sconfitta con il Genoa.

Moreno Longo

Recentemente il presidente gialloblu ha tacciato Longo di essere “integralista” per quanto concerne il modulo, il 3-5-2, lo stesso usato al Vercelli e di base lo scorso anno in B con i canarini. Facile smentire convintamente tale affermazione per chi, negli anni belli al Toro, ha visto Longo cambiare più moduli, passando dal 4-3-3 al 4-2-4 o al 4-3-1-2. L’opinione, condivisa anche dagli addetti ai lavori di fede gialloblu, è che l’allenatore torinese in questo frangente non abbia potuto fare diversamente.

Scelte, se non obbligate, dettate almeno dalla sana prudenza. Un elemento che accomuna l’inizio di stagione di Longo a Mazzarri. Tra infortuni, giocatori arrivati all’ultimo minuto, elementi lontani dalla forma migliore o da integrare in squadra, i due mister poco hanno potuto permettersi rispetto alle aspettative di gioco di tifosi (Belotti e Zaza subito insieme con Iago Falque, tormentone in casa granata, n.d.r.) e dirigenza. Calma e pazienza, ha predicato negli ultimi 40 giorni l’allenatore granata, proprio quello di cui necessiterebbe maggiormente il buon Longo oggi.

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Certo è ben più complicata la situazione in casa Frosinone, per la carità. Con una difesa ancora tutta da registrare – a Torino probabili rimescolamenti nei tre centrali, con Brighenti e Krajnc in allerta – e un attacco privato di un trascinatore come Dionisi, Longo ha tentato, almeno nell’ultimo incontro, di forzare la mano, proponendo una formazione più offensiva, con Ciano alle spalle di Perica e Campbell, entrambi fin qui deludenti.

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Tema tattico che si riproporrà venerdì. Chi è chiamato a fare la partita sono i padroni di casa, schierati probabilmente con Soriano e Iago Falque a sostegno di una punta, oppure proprio con il trequartista a supporto della coppia Zaza-Belotti. Mazzarri sa bene che un passo falso interno costerebbe caro, sia in termini di classifica che di fiducia circa le ambizioni della squadra. Ma pure il Frosinone, che gioca per due risultati utili su tre, non può stare a guardare. Longo potrebbe rispondere con Campbell – o Soddimo, in un assetto più conservativo – e Ciano a supporto di Ciofani, pronto a partire dal primo minuto. Dopo l’incontro di venerdì sera, sia per Mazzarri che per Longo, calma e pazienza a disposizione si misureranno solamente con il metro dei punti conquistati.

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  1. user-14003131 - 1 mese fa

    Vedremo un po’ di cross?

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  2. rokko110768 - 1 mese fa

    Dovremo scardinare il loro catenaccio giocando con decisione, velocità ma anche razionalità.
    Se giochiamo come sappiamo non c’è partita.

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  3. Granata - 1 mese fa

    Mi aspetto una partita molto difficile per il Toro nel senso che i ciociari ,ben sapendo che ,se si aprissero ,ne prenderebbero 4 o 5 , staranno tutti dietro la linea della palla pronti a raddoppiare le marcature e ringhiere su ogni pallone. Noi dovremo avere estro e pazienza. La vittoria è d’obbligo ma non facile. Anzi

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