Nella testa del Toro, tra sindrome di accerchiamento e pressione sui giovani

Nella testa del Toro, tra sindrome di accerchiamento e pressione sui giovani

L’analisi / Molti tifosi granata criticano la squadra sotto il profilo tecnico-tattico, quando il problema è ben diverso. E le responsabilità non sono solo e solamente di Ventura…

Baselli

Si legge, si scrive, si commenta, eppure difficilmente si riesce a cogliere nel segno quando si parla di Toro. L’andamento della stagione granata ha dato adito a speculazioni di ogni tipo. C’è chi pensa che il problema granata sia sostanzialmente tattico: le verticalizzazioni latitano, la squadra ha un giro-palla prevedibile, e Ventura viene chiamato sul banco degli imputati a rispondere di questo “non gioco”. I detrattori – o soloni, per meglio dire – parlano, questionano e giudicano il tecnico genovese come un allenatore che ha ormai esaurito le idee, mal seguito dal gruppo e dalla retorica fiacca. Gli stessi che l’anno scorso e all’inizio di quest’anno elogiavano i risultati (perché questa è la grande variabile) di un gruppo capace di grandi imprese e di grandi traguardi, e di una società che finalmente puntava sui giovani (ed italiani), perdendosi in retoriche nazionaliste/qualunquiste più o meno azzeccate.

E ora? Ora quegli elogi, gioco-forza, non ci sono più, seppure gli elementi in squadra siano gli stessi. Il Toro è appena a +8 dalla zona retrocessione, lontano un abisso dai sogni europei e in una crisi che più che tecnica o tattica, e prima di tutto psicologica. E questo non sono io, o il giornale, a dirlo. E’ l’andamento, il ritmo e lo stato di forma di alcuni giocatori a sottolineare questo aspetto. Prendiamo Baselli, ad esempio. Il casse ’92 è un giocatore dalla classe invidiabile e con un futuro davanti che può solo promettere bene. Partito benissimo, come meglio non si poteva, ai fischi del pubblico (giustificati, per carità) dopo i primi risultati storti, il ragazzo ha risposto subendo un’involuzione che è difficilmente spiegabile dal punto di vista puramente tecnico-tattico. Il centrocampista sembrava infatti ben amalgamato negli schemi di Ventura, e non si può pensare che abbia smarrito talento e capacità di gestione in un battito di ciglia: semplicemente, ha subito mentalmente, al pari dei tanti giovani in squadra, il tracollo nei risultati, e la gestione di molte partite da parte degli uomini di Ventura non dipende dallo schieramento o dal valore oggettivo degli uomini in campo. Ma dalla testa. Dalla testa di ragazzi giovani, che si sono trovati davanti un pubblico affettuoso e dal calore immenso, ma esigente, come quello granata, e dopo la serie di risultati utili d’inizio stagione non sono riusciti a reggere le aspettative. Stiamo parlando di giocatori come Belotti o come lo stesso Baselli, a 23/24 anni alle prese con la prima vera stagione al centro di un progetto di Serie A, o di Zappacosta, arrivato a Torino con la voglia di ritagliarsi un ruolo da protagonista, ma invischiato anche lui nella crisi generale, gonfiata dalla pressione soggettiva di chi sa di non essere titolare e di giocarsi il posto volta per volta.

Ventura ha spesso parlato di “ambiente” poco favorevole, quando gli veniva fatto giustamente notare che le prestazioni erano in diminuendo, e che i risultati latitavano. Il tecnico è stato aspramente criticato dalla piazza, ma siamo sicuri di aver capito in pieno cosa intendesse dire? L’ambiente è prima di tutto quello in cui si muovono i giocatori, l’ambiente è l’aria che respirano, e  l’attitudine che mostrano in campo è specchio di quello stesso etere. Ciò non vuol dire che siano i tifosi granata, o di rimando le loro contestazioni, il problema del Torino, nonostante molte volte gli stessi sembrano vittima di una sindrome di accerchiamento più che inspiegabile: il nodo gordiano del Toro è invece costituito da questo meccanismo causa-effetto, da questa poca rilassatezza collettiva, e da una pressione che  – piaccia o non piaccia – alcuni giocatori non sono ancora in grado di sostenere a questi livelli. Il tecnico ha la responsabilità del gruppo ed è chiamato a rispondere dei mancati risultati, è vero. Ma la “caccia al colpevole”, senza cognizione di causa, in questo gioco, non paga. Tutt’altro.

5 commenti

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  1. aterreno - 10 mesi fa

    Caro Lorenzo Bonansea,
    e’ tutta colpa del tifo?
    Io non posso venire allo stadio ma quando vedo le partite in TV vedo gente che fa il tifo.
    La curva per il derby era uno spettacolo. Ma veramente quattro fischi ammazzano un giocatore?
    Bellotti e’ stato criticato (forse pure da me) su forum e forse si e’ beccato qualche fischio allo stadio ma ora sta giocando bene. Baselli e’ finito del dimenticatoio di Ventura. Quasi a proteggerlo dal pubblico e dal gioco.
    Ma stiamo scherzando? Baselli deve giocare.

    Se e’ vero quel che dici e’ comunque colpa di Ventura che non sa motivare e tranquillizzare questi poverini ventenni, assumete uno psichiatra o smettetela di dare la colpa al pubblico.

    Vergognati tu e toronews a dare la colpa ai tifosi.

    Son stufo di scrivere di Ventura che fa giocare gente fuori ruolo e tiene i nonni in campo alla faccia della crescita, ma non siete stufi voi di scrivere cazzate?

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  2. Nick - 10 mesi fa

    Redazione francamente questo articolo secondo me lascia il tempo che trova. Potete scrivere fiumi di parole ma alla fine contano i punti in classifica e il posto dove siamo rispecchia quello che ci meritiamo quest’anno: stagione con aspettative deluse. Stare a interpretare quello che il mister voleva dire o addirittura additare ai tifosi quando peraltro la prox domenica garantiscono la maratona piena….insomma mi sembra esagerato. Penso i tifosi debbano solo essere lodati e non credo alcuno di noi abbia mai chiesto lo scudetto o CL quest’anno, solo un buon piazzamento EL e giocarsi il derby alla grande. Chiedo troppo? E non vedo perché non criticare l’allenatore quando le cose vanno male, fa parte del contratto. Io l’ho lodato e criticato nelle rispettive occasioni. Nessuno è intoccabile. I problemi della squadra sono evidenti e il mister ha la responsabilità di risolverli, è pagato per questo. FVCG.

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  3. prawda - 10 mesi fa

    Mi sembra che siamo al delirio! Secondo chi ha scritto questo mirabolante testo, definirlo articolo mi pare oggettivamente esagerato, se dalla trasferta di Modena con il Carpi, quindi da 25 giornate, la squadra marcia con una media da retrocessione la responsabilita’ non e’ della rosa modesta, non e’ della assoluta mancanza di schemi, non e’ di un monotono e ripetitivo gioco che ormai tutti conoscono, non e’ della assenza di investimenti ma e’ dell’eccessiva pressione sui giocatori di pubblico ed ambiente!! I responsabili sono quindi i tifosi, oltre ad un non ben definito ambiente circostante, che eserciterebbero troppa pressione su questi poveri giovani; solo che chi ha scritto questo testo si dimentica che di primavera non ne abbiamo nemmeno uno in panchina ma che il Torino e’ invece la terza societa’ della serie a per l’eta’ media piu’ alta. Senza cercare improbabili colpevoli in ambienti ostili, la causa e’, a mio parere, molto piu’ semplicemente in una rosa modesta, soprattutto in un centrocampo qualitativamente mediocre, probabilmente tra i peggiori della serie a, se a questo aggiungiamo che la difesa ha fatto peggio dello scorso anno ed in attacco Lopez non ha ripetuto il girone di ritorno dell’ultimo campionato, ecco che anche solo raggiungere nuovamente il nono posto e’ diventato un traguardo quasi impossibile.

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    1. aterreno - 10 mesi fa

      prawda parola verita’, che vadano a fan culo gli otto che hanno che han cliccato sul non mi piace, non capite una cippa di calcio

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  4. giancator - 10 mesi fa

    Non si può non vedere che il problema principale di questa squadra è proprio il modo in cui gioca……..Le squadre avversarie hanno ormai preso le contromisure su questo tipo di gioco lento è prevedibie,prima non ti pressavano per la paura delle ripartenze,adesso hanno perfettamente capito che pressandoci ci mettono costantemente in difficoltà,non avendo uomini in difesa capaci di costruire una manovra. Siamo andati in difficoltà con qualsiasi squadra,Carpi compreso,subendo costantemente il loro pressing alto! E poi non bisogna dimenticare che non si può giocare con Aquah mezz’ala,ottimo interditore dai piedi quadrati,con Vives in cabina di regia(e non aggiungo altro),Basseli defilato a sinistra e pretendere che Peres macini chilometri alla Molinaro sperando che poi riesca fare pure il Claudio Sala dei vecchi tempi!

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