Palermo-Torino, Anselmo (dir. Mediagol): “Toro, attento a De Zerbi e all’effetto-sorpresa…”

Palermo-Torino, Anselmo (dir. Mediagol): “Toro, attento a De Zerbi e all’effetto-sorpresa…”

L’intervista / Il direttore del sito rosanero: “Belotti vorrà togliersi qualche sassolino, qua è molto rimpianto. Il pericolo numero uno per i granata? Sulla carta, chiaramente Nestorovski”. E sulle possibili scelte di De Zerbi…

In vista della gara di lunedì tra Palermo e Torino, abbiamo intervistato un giornalista molto molto vicino all’ambiente rosanero, ovvero William Anselmo, direttore di Mediagol.it, sito partner come noi in GazzaNet.

Ciao William. Come arriva il Palermo a questa gara?

Il nuovo allenatore dei rosanero ha portato idee ed entusiasmo. I risultati positivi hanno contribuito a far crescere la consapevolezza dei propri mezzi e ad avere qualche certezza in più. Palermo-Torino segna anche la millesima partita dei rosa in Serie A e quindi la società ha dato un valore speciale alla gara.

A cosa dovrà fare attenzione il Torino?

Un elemento di novità del gioco di De Zerbi è il possesso palla. Il Palermo non tira molto in porta, però in quelle poche volte che si affaccia nell’area avversaria riesce ad essere pericoloso. Forse è l’elemento sorpresa la cosa che può creare qualche problema al Torino: i giocatori sono poco conosciuti, così come l’allenatore, e quindi non sarà facile in questa fase iniziale avere un’idea chiara del tipo di gioco, delle caratteristiche dei singoli e dei loro movimenti in campo.

Il giocatore più temuto dai palermitani nel Toro?

Sicuramente Belotti perché da “ex” vorrà fare bella figura davanti ai suoi tanti amici palermitani. Un altro giocatore da non sottovalutare è Ljajic.

Belotti appunto: il Gallo torna (di nuovo) a casa. Una sfida speciale, nel suo ex stadio…

Sarà una sfida speciale perché a Palermo ha lasciato una parte di cuore. C’è grande affetto nei suoi confronti e i tifosi non hanno mai digerito la sua cessione. Poi essendo un ex darà certamente qualche preoccupazione in più perché chi ritorna al “Barbera” da avversario storicamente fa sempre bella figura, forse perché c’è sempre qualche “sassolino” dalle scarpe da togliersi.

Qual è la percezione che si ha rispetto al nuovo Toro di Miha in Sicilia?

In generale si avverte che il Torino di Cairo ha un progetto e delle grandi ambizioni. La politica dei giovani italiani di belle speranze è un po’ quella portata avanti dal Palermo nei primi anni di Serie A a partire dal 2004. Mihajlovic ha portato la mentalità del sacrificio e con una squadra giovane credo che possa avere un impatto molto positivo.

Cosa è cambiato rispetto allo scorso anno nel Palermo?

Sulla carta ci sono molte più incertezze perché sono andati via giocatori di grande esperienza come Gilardino, Maresca e Sorrentino che sono stati rimpiazzati con giovani che in alcuni casi non hanno mai giocato in Italia. Tante scommesse che già durante il ritiro hanno fatto preoccupare tifosi e addetti ai lavori. Con De Zerbi però i segnali sono stati incoraggianti. La squadra appare unita e concentrata. L’obiettivo salvezza sembra possibile.

Le possibili scelte di De Zerbi verso il Toro.

Il portierino dei miracoli Posavec ha subito un infortunio ma dovrebbe farcela. In difesa Rajkovic si gioca una maglia con Cionek. Il centrocampo sarà da ridisegnare per la squalifica di Gazzi, al suo posto dovrebbe giocare Jajalo. In attacco confermato Nestorovski che non smette di segnare neanche in nazionale (l’ultimo gol lo ha fatto a Buffon). Dall’ultimo bollettino medico risultano recuperati Quaison e Bentivegna, lavorano a parte gli infortunati Embalo e Trajkovski.

Nestorovski: è lui il pericolo numero uno? Quali sono le sue caratteristiche? Come fermarlo?

Sulla carta sì, è lui che statisticamente segna più gol. In campo Nestorovski corre tanto, è goffo nel controllo, a volte sembra un uomo regalato agli avversari avulso dal gioco, però poi segna appena gli capita la palla buona tra i piedi. Insomma, non bisogna sottovalutarlo perché anche se non spicca per doti particolari, questo mancino ha un grandissimo senso del gol che lo ha reso capocannoniere della prima divisione croata con 25 gol in 33 gare. Mica poco.

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