Parole ‘da numeri uno’

Parole ‘da numeri uno’

di Paolo Morelli

Blob tra il serio e il faceto di una settimana di chiacchiere calcistiche

È Cobolli Gigli ad introdurre il nostro appuntamento settimanale. Venerdì infatti, dalle colonne della «Stampa», annunciava: «I migliori siamo noi». Il tutto poco prima della sfida con l’Inter, che ha colto i tre punti dopo una gara dominata. E i bianconeri possono…

di Paolo Morelli

Blob tra il serio e il faceto di una settimana di chiacchiere calcistiche

È Cobolli Gigli ad introdurre il nostro appuntamento settimanale. Venerdì infatti, dalle colonne della «Stampa», annunciava: «I migliori siamo noi». Il tutto poco prima della sfida con l’Inter, che ha colto i tre punti dopo una gara dominata. E i bianconeri possono anche prendersela con Moratti che – forse esagerando un po’ – ha detto: «Non c’è stata partita». Ma il presidente bianconero certo non è da meno in merito a dichiarazioni trionfalistiche. «Sono convinto che i migliori siamo noi, questa dev’essere la settimana perfetta» ha detto Cobolli. Del resto Ranieri aveva parlato di una «sfida oltre il campionato». Probabilmente perché la Juve pensava ad altro mentre l’Inter pensava al campionato e vinceva meritatamente sabato sera. Infatti il giorno dopo Ranieri ha detto che «non è stata la Juventus». Il tecnico romano però dovrebbe stare attento a quello che dice, perché sabato aveva dichiarato: «pagherei per vincere». Attento! Un bianconero che «pagherebbe per vincere» potrebbe essere frainteso.

Del Piero definisce il nuovo stadio «un progetto da numeri uno». Ma si dimentica di un “Delle Alpi” valutato 25 milioni di euro e costato 126 miliardi di lire, che in euro sono 65 milioni. Uno “sconto” di 40 milioni, alla faccia dell’ammortamento del capitale! Su una cosa però ha ragione: i bianconeri sono i «numeri uno», nel senso che vengono sempre prima del Toro quando si tratta di sveltire le pratiche. In città c’è uno stadio diroccato che rischia di diventare un parco a causa di un’ipoteca da 36 o 38 milioni. Fino al 31 luglio del 2008 poi, la Juventus doveva ancora al comune di Torino 11 milioni di euro per il “Delle Alpi”. Non sappiamo se la quota sia stata saldata, come aveva richiesto l’assessore Viano, e se è stata saldata che ce lo dicano. Ma se quei milioni mancano all’appello, ci chiediamo se sia possibile demolire una struttura prima di finire di pagarla. Il povero mortale che compra una casa popolare con un mutuo non la può vendere per dieci anni, figuriamoci se possa demolirla! Ma questo è un «progetto da numeri uno», gli altri numeri possono aspettare. E intanto il comune, per fare cassa, svende i propri immobili. Forse farsi pagare il “Delle Alpi” ad un prezzo di mercato sarebbe stato meglio, anche se non «da numeri uno».

Ma oltre a numeri, uccellini e Chiabotto, Del Piero deve avere a che fare anche con Lippi, che ha detto in settimana: «Se convoco Del Piero poi devo farlo giocare». E il povero Alex un po’ ci è rimasto male, anche perché il tecnico azzurro ha battutto il record dei trenta risultati utili consecutivi di Vittorio Pozzo. Che il bianconero si tranquillizzi pure, Lippi non ha battuto nessun record. E il motivo è semplicissimo, Pozzo infilò trenta risultati utili senza mai spostarsi dalla panchina della nazionale. Lippi si è fermato a 25, poi se n’è andato ed è tornato dopo due anni mettendone in fila altri sei. Interessante anche il dato delle vittorie consecutive: il record di Lippi è cinque, quello di Pozzo nove, in pratica ha vinto per un anno di seguito. Un altro che ci è rimasto male per la mancata convocazione è il playboy di Bari vecchia, Antonio Cassano. Ma prontamente Gasperini ha commentato la sua esclusione dicendo: «Se Cassano non è in azzurro dovrebbe chiedersi perché».

Foto: Gazzetta.it

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