Per segnare bisogna tirare

Per segnare bisogna tirare

di Edoardo Blandino

 

Come si può vincere se non si riesce a segnare? Deve essere quello che hanno pensato tutti i tifosi pomeriggio. Il Torino ha tenuto un grande possesso di palla, tuttavia non è mai realmente stato pericoloso. Questa squadra fatica notevolmente non solo a fare gol, ma proprio ad andare al tiro in modo pericoloso. Ogni volta che si arriva nulla trequarti avversaria finiscono…

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di Edoardo Blandino

 

Come si può vincere se non si riesce a segnare? Deve essere quello che hanno pensato tutti i tifosi pomeriggio. Il Torino ha tenuto un grande possesso di palla, tuttavia non è mai realmente stato pericoloso. Questa squadra fatica notevolmente non solo a fare gol, ma proprio ad andare al tiro in modo pericoloso. Ogni volta che si arriva nulla trequarti avversaria finiscono le idee e subentra una grande confusone. Certo, spesso è merito dell’avversario che intasa tutti gli spazi, complicando così il gioco granata, però questa spiegazione da sola non basta.

La realtà parla di un Torino in evidente difficoltà. Se dimentichiamo per un attimo il 4-0 sull’Ascoli, unica vera gara brillante di questa stagione, ci rendiamo conto che solamente in 9 occasioni  su 37 gare la squadra di Cairo ha fatto più di una rete. Questo significa che i granata sono stati capaci di raddoppiare o triplicare la marcatura iniziale appena una volta ogni quattro gare circa. Le statistiche sono estremamente basse, ma potrebbero ancora risultare positive se la difesa fosse in grado di reggere urti importanti, invece, i giocatori di Lerda incassano ancora troppi gol.

Ricapitolando, quasi ogni gara la porta del Toro non rimane inviolata e solamente in un match ogni quattro i granata sono in grado di segnare più di una rete. Ecco come si spiega la difficoltà a vincere. Bianchi e compagni sono la seconda squadra che ha perso di più tra le prime 11 squadre. Ma ciò che sorprende maggiormente è che nonostante questi numeri, il Torino sia ancora lì, in piena lotta playoff, a dimostrazione di quanto livellato verso il basso sia questo campionato. D’altronde non può essere un caso che tre club su quattro neopromossi stiano tutti lottando nelle zone alte per gli spareggi. Una volta era netta la divisione tra Serie B e Serie C, oggi questa voragine si è trasferita dalla Serie A alla Serie B.

(Foto: M. Dreosti)

 

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