Pescara-Torino 2-0 Molli e perdenti

Pescara-Torino 2-0 Molli e perdenti

Primo tempo. Nella prima metà dei 45′ finora giocati, si nota come Iunco sia sempre più in gran forma, e come per fermarlo i pescaresi ricorrano spesso al fallo che l’arbitro Candussio non sanziona con quel paio di cartellini gialli che sarebbero meritati.
La partita non è certo tutta qua: viva e frizzante, tra due formazioni che sembrano in crescita atletica (anche se questo aspetto…

di Redazione Toro News

Primo tempo. Nella prima metà dei 45′ finora giocati, si nota come Iunco sia sempre più in gran forma, e come per fermarlo i pescaresi ricorrano spesso al fallo che l’arbitro Candussio non sanziona con quel paio di cartellini gialli che sarebbero meritati.
La partita non è certo tutta qua: viva e frizzante, tra due formazioni che sembrano in crescita atletica (anche se questo aspetto andrà confermato nel corso della ripresa). Sono i padroni di casa, inizialmente, a mostrare di voler fare la partita: possesso palla prolungato e aggressività, cui però sembra difficile far seguire delle azioni manovrate e pericolose. Il ritmo con cui Pescara e Torino cercano di pungere però si abbassa presto, tra gli ospiti si vedono un buono Sgrigna ed uno spento Lazarevic.
Tra il 37′ ed il 42′ i granata passano praticamente cinque interi giri di lancetta a battere corner (quattro consecutivi, 8-3 il conto finora), tutti però senza il minimo esito. E’ comunque un finale di gara che vede il Toro crescere, anche se a rendersi davvero pericoloso c’é riuscito solo Iunco alla mezz’ora, lanciato da Sgrigna: solo una manona disperata di Pinna ferma la palla destinata ad andare in rete. Se gli uomini di Lerda riusciranno a dare un seguito al loro crescendo, allora forse nel secondo tempo il risultato potrà sbloccarsi; ma ci vorranno maggiori voglia, cattiveria e decisione (un paio di palloni sparacchiati male da Sgrigna, ad esempio, sono segnali che vanno nella direzione opposta e che andranno corretti).
Secondo tempo. Avevamo chiuso parlando della pletora di calci d’angolo conquistati e mai sfruttati dal Torino, ed ecco che dopo appena 40” i padroni di casa mettono a frutto il tiro dalla bandierina che viene loro concesso: tocco splendido di Soddimo, uno che sa fare cose simili con i piedi che ha, e vantaggio Pescara. Anche gli ospiti, in realtà, hanno giocatori dotati di buona tecnica, eccome; ma oggi non si nota. Uno di questi, Iunco, è peraltro rimasto negli spogliatoi a vantaggio di Pellicori. Pochi minuti, e ancora da corner nasce il raddoppio biancazzurro; o meglio, la palla viene sì calciata dall’angolo, ma ci si mettono di mezzo un fianco di Garofalo ed un tentativio sciagurato di rinvio da parte di De Feudis, perché la palla finisca -clamorosamente- in rete.
Dopo questo doppio svantaggio, gli uomini di Lerda diventano -se possibile- ancor meno propositivi. E’ arduo accusare qualcuno di scarsa voglia; diremo dunque che i granata appaiono fiacchi, non tanto senza idee quanto senza la gamba sufficiente per metterle in pratica, undici uomini con la stessa casacca e le stesse forza e caratteristiche, perché si equivalgono nel grigiore, e non emergono mai le doti dei singoli, in nessun frangente.
Il Pescara ottiene cinque calci d’angolo e due di questi diventano gol; i granata non ottengono nulla con ben 14 tiri dalla bandierina. Rubinho chiude con i guanti immacolati: questa è la riprova di come il Torino oggi crolli davanti ad un avversario (alla sua prima vittoria in campionato) che fa davvero pochissimo, per la sua esclusiva colpa di non avere fatto davvero nulla.

(foto M.Dreosti)

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