Pre-playoff

Pre-playoff

Alessandro Salvatico – Una settimana di passione come quella che inizia oggi é simile a quei giorni che si vivono prima di una finale. Magari una finale di ritorno, con il risultato dell’andata negativo, che ti obbliga a recuperare e a vincere. Insomma, un po’ come prima di Torino-Mantova, 2006; oggi come allora, una spinta forte potrà arrivare dallo stadio di casa, anche se ci vorrebbero tre Olimpici per contenere…

Alessandro Salvatico – Una settimana di passione come quella che inizia oggi é simile a quei giorni che si vivono prima di una finale. Magari una finale di ritorno, con il risultato dell’andata negativo, che ti obbliga a recuperare e a vincere. Insomma, un po’ come prima di Torino-Mantova, 2006; oggi come allora, una spinta forte potrà arrivare dallo stadio di casa, anche se ci vorrebbero tre Olimpici per contenere la marea granata che quella sera di cinque anni fa gremiva lo Stadio delle Alpi.

Il Toro arriva all’ultimo respiro di quello che sembra un copione scritto da un autore di thriller. Con l’obbligo di battere una squadra cui invece andranno bene due risultati su tre, complice il calcio di rigore segnato al 93′ da quel Vincenzo Italiano che Rino Foschi cercò a lungo di portare in riva al Po. Tutto sommato, é giusto che la squadra di Lerda debba superare un esame, e pure probante: nel contesto di una corsa play-off davvero di basso livello, dove verrebbe da dire che nessuna delle contendenti é all’altezza di lottare per la Serie A, i granata dovranno vincere per poter dire a se stessi “Ce lo siamo meritato”, o non farcela a superare l’avversaria diretta e allora dichiarare apertamente il contrario: “Non ce lo siamo meritato”.

Ci sarà tempo per recriminare sulle occasioni perse, sulla mancata vittoria casalinga contro un Piacenza in dieci uomini tanto per fare un esempio, sulla perserveranza incomprensibile del tecnico in alcuni errori, sulla mancanza in organico di uomini di valore in alcuni ruoli-chiave, per tacere degli ormai storici buchi in società che non aiutano lo staff tecnico. Ci sarà tempo anche per la paura di arrivarci, a questi play-off, scarichi per il grande sforzo compiuto, a fronte di formazioni come Novara o Varese che sono ormai da tempo serene mentalmente e meno esauste fisicamente.
Ora c’é un obiettivo di brevissimo termine da centrare, le riflessioni possono essere rimandate di otto giorni. Sarà con questo spirito che affronteremo questa settimana di passione, senza tuttavia sorvolare sulle notizie che nel frattempo sapremo fornire, a partire dal mercato che -nonostante tutto e com’é giusto che sia- é già in pista.

(foto M.Dreosti)

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