Rieccomi qui, riecco il Toro! Quando la normalità diventa speciale…

Rieccomi qui, riecco il Toro! Quando la normalità diventa speciale…

Le Torogiornate di Tommy / Lontano da casa, lontano da mamma, lontano dal cuore…

E’ trascorso più di un mese. 

Un mese lontano da tutto.
Lontano da casa, lontano da mamma, lontano dal TORO

E dire che tornando da Bilbao, sul fantastico TOROPLANO, sembrava tutto un meraviglioso sogno.
“E’ successo veramente… è successo veramente…!”. Centosettanta persone che cantavano all’unisono. E poi : “Forza Toro Alè… Toro Alè… Toro Alè… Toro Alè”.

La mia paura di volare, che tutti prendevano in giro, passava in secondo piano. La felicità era l’unica protagonista del nostro rientro trionfale.
Poi il vuoto. Il vuoto assoluto. L’estrazione dello Zenit, la corsa ai visti… ed il vuoto.

Il cuore di mamma si è fermato. E’ stato un attimo, forse due… ma si è fermato.

E così, senza alcun preavviso, mi trovo a scoprire cosa significhi stare senza una madre. Senza chi ti porta a scuola, senza chi ti costringe a studiare, senza chi ti prepara da mangiare… senza chi ti sgrida e conforta. E così, improvvisamente, capisco che anche le piccole cose (la partita, la pizza, il cinema, la passeggiata) erano bellissime e preziosissime. E così mi ritrovo ad andare a dormire con la mia bandiera granata, con la maglietta di Glik, con il mio biglietto in mano… e pensare: chissà quando mamma tornerà.

E poi, quando finalmente ritocco la normalità… la normalità diventa speciale, fantastica, ineguagliabile ed irrinunciabile. Torno alla mia scrivania, il mio tablet, il mio letto! E riporto con me la bandiera, la maglietta… ed il mio biglietto. Quello non usato: Zenit-Torino, partita non vista! Grazie all’impresa di Rosanna, sono riuscito a vedere Torino-Zenit in casa. La partita che, malgrado il risultato, più di tutte rimarrà indelebile nel mio cuore. La mamma dopo la scalinata si è sentita male (il cardiologo le aveva vietato di andare), le emozioni sono state talmente tante, che non potrò mai e poi mai dimenticare. Al termine nessuno poteva lasciare lo stadio, era tutto magico, tristemente e felicemente magico.

Sabato di Pasqua sarei voluto tanto andare a Bergamo, ma era il weekend dal papà! E come sempre, quando sono là… mi affido al mio super tablet che, puntualmente, mi tradisce (sarà un tablet gobbo?). Anche mamma non può seguirla. Fortunatamente c’è movimento sulla nostra Community Whatsapp e riesco a capire qualcosa tramite qualche messaggio. Improvvisamente i messaggi diventano numerosi: goal goal goal. Chi ha segnato??? Nessuno risponde. Come si fa ad immaginare una partita non vista e non sentita? Chi ha segnato??? Finalmente qualcuno scrive: Quagliaaaaaaaaa, goal su punizione. E’ una vita che non vedo un nostro goal su punizione, possibile che proprio oggi dovessi perdermelo? Non resisto… Provo a far partire il microonde, la lavastoviglie e la macchinetta del caffè. Nessuno in grado di trasmettermi la partita. Vodafone è in vacanza o forse tifa Atalanta… non c’è connessione, neanche se Richi si mette in verticale a testa in giù per farmi da antenna. In preda alla disperazione prendiamo l’Ipod di Richi che in realtà non funziona quasi mai… diciamo un paio di formule magiche e… proprio mentre mamma mi invia l’ennesimo messaggio con scritto: “Ma possibile che tu non riesca mai ad organizzarti per tempo???” ecco finalmente arrivare la partita, quasi come per magia. Secondo goal! GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK! Che Capitano è questo? E’ il Capitano dei miei sogni… non riesco ad immaginarne uno migliore. Grazie Capitano. Ci regali una Pasqua stupenda.
Certo, la partita finisce da Toro, con il fiato sospeso… le dita incrociate… gli scongiuri e gli occhi chiusi… ma finisce come deve finire: vittoria più che meritata! Questo Toro emoziona, fa battere i cuori, fa sognare e… alla volte… fa piangere per la commozione. Questo Toro è stato più forte dell’infarto di mamma, della lontananza, dell’uscita dall’Europa e di qualunque evento.
Non mi sembra vero… sono tornato a guardarlo, a tifarlo e… a commentarlo. A fianco a me (se pur tenuta a distanza in curva, come ogni figlio adolescente farebbe) ci sarà di nuovo mamma. Ora ci attende la Roma. Paura? No, assolutamente nessuna. La sola consapevolezza di poterci essere, è già immensa felicità. A lunedì prossimo, felice di essere tornato anche qua!

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