Rivalta e Zavagno, terzini si nasce

Rivalta e Zavagno, terzini si nasce

di Alessandro Brunetti

 

Terzi(n)um non datur. La pareggite che ha colpito il Torino delle ultime quattro uscite ha riportato alla ribalta la fragilità del pacchetto difensivo granata. Svarioni, errori tecnici e giocatori fuori forma hanno di fatto vanificato l’entusiasmo suscitato dalla tre vittorie consecutive del Lerda-bis. Non tutte le mancanze di questo Torino sono dovute alla pochezza della…

di Alessandro Brunetti

 

Terzi(n)um non datur. La pareggite che ha colpito il Torino delle ultime quattro uscite ha riportato alla ribalta la fragilità del pacchetto difensivo granata. Svarioni, errori tecnici e giocatori fuori forma hanno di fatto vanificato l’entusiasmo suscitato dalla tre vittorie consecutive del Lerda-bis. Non tutte le mancanze di questo Torino sono dovute alla pochezza della retroguardia, certo. Ma se andiamo ad analizzare le ultime prestazioni granata scopriamo l’importanza di due giocatori, (i“terzinum” dell’attacco del pezzo), gli ex desaparecidos Rivalta e Zavagno.

Sarà un caso, ma da quando sono venuti  a mancare, prima l’ex atalantino, assente dalla partita contro la Reggina e poi l’argentino, sono riaffiorate lacune, che sembravano dimenticate. I numeri parlano chiaro: un gol subito in tre gare con la coppia Rivalta-Zavagno,  cinque in quattro gare senza.  L’equilibrio trovato da Lerda con i due terzini “bloccati”, aveva regalato maggiore equilibrio alla formazione sempre molto offensiva dei granata. Maggiore copertura e migliore condizione fisica dei due compagni e colleghi di reparto D’Ambrosio e Garofalo, ma anche qualche notevole dote offensiva (pressoché sconosciuta), come nel caso dei traversoni di Zavagno.

Con il ritorno in gruppo dei due mastini, Lerda spera di ritrovare solidità e tre punti contro la Triestina. Rivalta, che si è unito ai compagni dalla ripresa degli allenamenti, potrebbe partire dal primo minuto, mentre per l’argentino, che ha preso parte(giocando un tempo) alla partitella contro gli Allievi di Calamita di ieri, si prospetta un rientro più graduale. Visti i precedenti, fondamentale sarà non forzare troppo i tempi di recupero, per non rischiare dannose ricadute.

 

(foto di M. Dreosti)

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