Spareggio playoff, l’unico precedente

Spareggio playoff, l’unico precedente

di Andrea Ferrini/Alessandro Brunetti

 

Torino-Padova, una stagione in 90 minuti. Non è la prima volta che in Serie B due squadre si giochino tutto nell’ultima partita di campionato, ma per trovare una partita paragonabile a quella di domenica pomeriggio dobbiamo andare indietro negli anni. L’unico precedente, infatti, in cui due compagni della serie cadetta si siano giocati l’accesso…

di Andrea Ferrini/Alessandro Brunetti

 

Torino-Padova, una stagione in 90 minuti. Non è la prima volta che in Serie B due squadre si giochino tutto nell’ultima partita di campionato, ma per trovare una partita paragonabile a quella di domenica pomeriggio dobbiamo andare indietro negli anni. L’unico precedente, infatti, in cui due compagni della serie cadetta si siano giocati l’accesso playoff in uno scontro diretto, risale alla stagione 2004/2005, ultimo anno della gestione Cimminelli (coincisa con il vittoria dei playoff e il fallimento del Torino A.C.).
A contendersi il sesto posto c’erano il Modena di Pioli e l’Ascoli di Giampaolo. Abbiamo voluto sentire i protagonisti di quella sfida per capire come si prepara una partita di questa importanza, quali sono le sensazioni, i commenti e i riflessi sulla partita dell’Olimpico.

ASCOLI

1)    Quanto pesa l’obbligo di vincere in una partita come questa?
2)    Come si prepara tatticamente e psicologicamente?
3)    Quanto conta il fatto di giocare in casa?
4)    Agguantando il 6° posto all’ultimo respiro non c’è il rischio che si arrivi stanchi ai playoff?
5)    Chi ha più da perdere tra Torino e Padova?

Oscar Brevi, difensore

1)    ”Sicuramente è una forte pressione e giocare con questo peso non è semplice. Se questa tensione viene però trasformata in uno stimolo positivo allora può diventare una spinta fondamentale per riuscire a dare qualcosa in più degli avversari.”
2)    ”Psicologicamente è un match da non caricare più di tanto. A Torino poi, dove la pressione ambientale è molto alta, non bisogna stare attenti a non esagerare in tal senso. Tatticamente non mi sento di entrare nel merito: ogni allenatore ha le proprie idee e i propri metodi.”
3)    ”Conta parecchio, sia per la squadra di casa ma anche per gli avversari. Non è mai facile giocare in uno stadio ostile.”
4)    ”No, anzi. Può dare ancora più carica per andare a giocarsi il tutto per tutto nella fase finale.”
5)    ”Direi il Toro. Il Padova ha fatto un campionato strano, altalenante, con una rimonta finale che ha dell’incredibile. Il loro obbiettivo era salvarsi. Il Torino invece aveva cominciato con un target diverso e non può permettersi di non raggiungerlo.”

Mirko Cudini, difensore

1)    “Pesa moltissimo, anche perché non ci saranno altri appelli. Ma il Torino è abituato a gestire e sopportare questo tipo di pressioni. Il Toro è costretto a vincere, ma penso abbia l’organico adatto per farlo”.
2)    “E’ una partita da preparare come tutte le altre, da non caricare ulteriormente. Gli stimoli sono già abbastanza. Il Torino dovrà fare molta attenzione, perché il Padova è la squadra più in forma del momento.
3)    “Credo sia un vantaggio, il pubblico di Torino dà una grossa mano in queste partite, ti trascina. La squadra, a sua volta, però, dev’essere capace di portarlo subito dalla sua parte”.
4)    “I playoff sono un torneo a parte, conta tanto la condizione fisica e mentale con cui ci si presenta. Proprio per questo, una vittoria domenica potrebbe dare uno slancio significativo per la fase finale”.
5)    “Chi ha da perdere è sicuramente il Torino. I playoff erano l’obiettivominimo di questa stagione. Da questo punto di vista il favore dei pronostici ce l’ha il Padova, perché può giocare con la testa sgombra e senza pressioni. Nessuno potrà dire niente alla formazione di Dal Canto”.

MODENA

1)    Quanto pesa la paura di perdere su chi sta davanti?
2)    Come si prepara tatticamente e psicologicamente?
3)    Quanto conta il fatto di giocare fuori casa?
4)    Quanto influì il fatto di prendere gol dopo pochi minuti?
5)    Chi ha più da perdere tra Torino e Padova?

Andrea Fabbrini, attaccante

1)    “Si tratta di una situazione ambigua per entrambe le squadre. Sicuramente la paura di perdere è ben presente, ma si tratta di una partita particolare. È vero che, teoricamente, chi ha 2 risultati utili su 3 parte avvantaggiato ma è anche vero che, spesso, chi scende in campo per vincere ha la meglio. Questo succede perché la squadra ha bene in mente l’obbiettivo, mentre dall’altra parte si corre il rischio di veder crollare quel castello tattico-psicologico attorno al quale si era impostato il match.”
2)    ”Si prepara esattamente come le altre: si scende in campo per vincere. Non si gioca mai per pareggiare. Psicologicamente non bisogna forzare troppo perché i giocatori sanno già cosa devono fare. Poi è sempre il campo a decidere.”
3)    ”Contro l’Ascoli giocammo in una bellissima cornice di pubblico. La squadra ospite, quando il pubblico è così presente, si sente sempre messa un po’ in mezzo. A Torino spero e credo che ci sarà un Olimpico stracolmo per dare un’importante mano alla squadra.”
4)    ”Abbastanza. Nel nostro caso fu un errore di valutazione tattica perché aspettammo l’Ascoli senza aggredire. Arrivammo a fine campionato un po’ sulle gambe dopo aver recuperato un gap di -6”
5)    ”Il Toro. Per società, blasone e per i piani di inizio anno. Il Padova aveva altri obbiettivi e se raggiunge i playoff è tutto di guadagnato. Se però i granata non riescono a raggiungere la fase finale si tratterebbe, ahinoi, dell’ennesima sconfitta.”

 

(foto tratta da fototifo.it)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy