Torino, ai primi posti di una classifica rivoluzionaria!

Torino, ai primi posti di una classifica rivoluzionaria!

Il Granata della Porta Accanto / La serie A è partita con tante sorprese ed un gruppo di testa, Inter a parte, davvero impronosticabile. Durerà?

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Due giornate rappresentano poco più del 5% del campionato, un’inezia visto il corposo 95% ancora da giocare, ma a noi tifosi granata nessuno potrà togliere l’entusiasmo per una partenza che verrà ricordata per molto tempo. Due vittorie su due come 22 anni fa fece il Toro di Mondonico (ma il dato significativo è quello che dice due rimonte su due partite) e, soprattutto, la Juve a -6 inchiodata a zero punti sul fondo della classifica: una situazione che forse solo Calciopoli aveva reso più dolce in quel 2006 portatore di entusiasmo e cambiamenti troppo in fretta accantonati per far tornare tutto come era prima.

E’ da bambini delle elementari parlare di classifica alla seconda di campionato, ma è proprio con l’animo candido del bambino che alberga sempre all’erta nella maggior parte di noi tifosi che non riusciamo a staccare gli occhi da quella classifica così incredibile ed esaltante quanto la vetrina di un negozio di giocattoli sulla quale spiaccicare il naso per la meraviglia. Che poi ad essere sinceri è anche la compagnia ad essere particolarmente stupefacente: il Chievo di uno scatenato Meggiorini, che oltre ad essersi sbloccato come bomber si è pure inventato assistman capace di giocate “alla Messi”, il Sassuolo del patron della Mapei che a piccoli passettini si sta assestando nel gotha del calcio italiano e il Palermo della stella che non ti aspetti (Rigoni). Poi ci sarebbe anche l’Inter, ma in fondo era pronosticata nelle zone nobili della classifica ed il fatto che ci stia non fa notizia (semmai fa notizia che abbia vinto a fatica con Carpi e Atalanta, quello sì).

Frosinone Calcio v Torino FC   - Serie A
Il Torino festeggia in gruppo il 2-1 di Daniele Baselli contro il Frosinone (foto Getty)

E’ una classifica bellissima perchè ci fa riscoprire, anche se per poche giornate, uno degli assiomi dello sport in generale: tutti partono alla pari nelle competizioni e tutti possono sperare di vincere o almeno di arrivare tra i primi. Non sono un illuso e so che nell’arco di poche giornate o, se va bene, in un lasso temporale un po’ più lungo, la classifica verrà rimodulata in base a quelli che sono i pronostici (e gli investimenti) che riguardano i club più grossi, ma per il momento perchè non crogiolarsi nella sensazione che se lo sport resta sport e non si piega completamente alle leggi del business un Chievo possa essere lassù a dominare la serie A e il Toro abbia più di un piede in Champions League? Ma ci pensate un testa a testa per lo scudetto tra Torino e Sassuolo? Il vecchio Murdoch rischierebbe l’infarto pensando a quanti milioni ha investito la sua Sky in diritti televisivi e per Lotito sarebbe il secondo smacco dopo il Carpi e il Frosinone in serie A, ma che evento epocale sarebbe e quale terremoto per questo calcio succube delle tv e meschino al punto da concepire una coppa nazionale con le prime otto squadre qualificate d’ufficio agli ottavi e per di più col vantaggio del campo in gara secca senza ritorno?

Non è questione di usare le retorica della “rivincita dei poveri” o del “potere ai piccoli” per enfatizzare una situazione anomala per chi, come i bookmaker, è abituato a prevedere gli andamenti generali degli eventi, ma scavando in profondità sulle ragioni di una simile classifica ci sono elementi oggettivi che possono essere additabili a concause di questo andamento. Innanzitutto le squadre in testa (eccetto l’Inter) sono club che hanno saputo dare una continuità al proprio progetto tecnico. Di Francesco e Ventura sono da più anni sulle panchine delle proprie squadre e sebbene abbiano visto partire ogni anno uno o due calciatori forti tra quelli in rosa hanno saputo comunque dare un’impronta precisa soprattutto nel gioco e nel modo di proporsi alle loro “creature”. Anche Iachini è incredibilmente sopravvissuto per due stagioni a Zamparini e al pari di Maran col Chievo ha trovato la quadra per far stare in campo i propri giocatori facendoli rendere al meglio. Torino, Sassuolo, Chievo e Palermo, squadre con un’identità collettiva molto forte nella quale i singoli giocatori pur non essendo campioni riescono a dare il meglio delle proprie capacità. Un segreto di Pulcinella, a conoscenza di tutti, ma che non tutti riescono a tradurre in risultati e gioco per le proprie squadre. Il secondo elemento che può spiegare in parte quest’inizio di campionato è il cambio di allenatore o di giocatori (o di entrambi, tipo Milan e Napoli) che tante squadre, a volte frettolosamente classificate come “big”, hanno subito. Da qui inizi stentorei (Napoli e Juve, ma perdere il carisma di Pirlo, Tevez e Vidal di colpo non poteva essere una cosa senza alcuna conseguenza…) o prestazioni e risultati altalenanti (Inter, Milan, Fiorentina, Lazio, Roma).

Torino FC v ACF Fiorentina  - Serie A
Il Torino, finora, ha disputato tre partite: due in campionato e una in Coppa Italia. Tutte e tre vinte in rimonta (foto Getty)

La sosta per la Nazionale prolunga di una settimana il piacere della visione di questa classifica, ma al tempo stesso dà “alle grandi” il tempo per riorganizzarsi anche alla luce degli acquisti fatti last minute sul mercato: dal 12 settembre cercheranno di “restaurare il vecchio regime” ed i pronostici dicono che ce la dovrebbero fare. Forse l’immagine più bella per descrivere questo inizio di campionato che orgogliosamente vede il Torino protagonista è quello di un gruppetto di ciclisti che in una corsa in linea scatta in fuga sin dai primi chilometri: di solito è un’impresa quasi impossibile arrivare fino alla fine in testa, ma chi, guardando quel manipolo al comando che tenta di mantenere le distanze dal gruppo che lavora per risucchiarli, non sente in cuor suo di tifare un po’ per la riuscita dell’impresa mettendosi istintivamente dalla loro parte? Vai Toro, pedala, la strada è libera di fronte a te…

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  1. Alessandro Costantino - 2 anni fa

    Chiedo scusa a tutti per il basso livello sintattico e il grave errore nell’uso dell’aggettivo stentoreo all’interno del mio articolo dovuto ad una non attenta rilettura del medesimo. Chiedo scusa perché Toronews ed i suoi attenti lettori non meritano questo. In un certo senso anche noi giornalisti siamo come i calciatori ed abbiamo le nostre giornate no condite da errori e sbavature. Io sono incappato in una di queste e non cerco scuse. Al prossimo articolo!

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    1. Sergio Rossi - 2 anni fa

      Questo dimostra che sei una persona corretta e intelligente. Tutti possiamo sbagliare, non tutti ammettono i propri errori. Non e’ successo nulla di drammatico, capita a chi lavora…

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    2. mago Abedì - 2 anni fa

      tutti facciamo errori, ma pochi lo riconoscono… lo fanno solo le persone intelligenti. E nemmeno tutte. Per quello che vale, hai la mia stima (e stavo scrivendo hai senza acca…;))))

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  2. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 anni fa

    Sintassi e aggettivi spalmati a casaccio a parte, credo che stiamo tutti facendo voli pindarici, per merito di un ottimo inizio e di molti giovani interessanti.
    Ma dimenticate due fattori importanti.
    Il fattore “fortuna” che raramente ci accompagna.
    E il fattore “italiano”, per cui alla lunga le solite squadre saranno favorite dal Palazzo.
    Se riusciamo a battere anche questi due avversari, allora si, potremo davvero volare.

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  3. Sergio Rossi - 2 anni fa

    Caro Alessandro Costantino, hai indovinato tutti i numerosi aggettivi che hanno impreziosito il tuo pregevole articolo, tutti meno uno, quello indicato qui sotto da un tifoso del Toro. Hai usato l’aggettivo che ha un significato completamente opposto a quello che ritenevi tu. Stentoreo signica “chiaro e forte”, mentre, riferendoti all’inizio stentato di Napoli e Juve, avresti potuto usare un’espressione tipo “inizio in sordina”, che ben delineava l’attuale situazione in classifica delle due squadre. Nulla di grave, naturalmente, ma se tu avessi riletto il pezzo ti saresti subito accorto dell’abbaglio. Scusa l’intervento, ti auguro buon lavoro.

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  4. mago Abedì - 2 anni fa

    INIZI STENTOREI???

    ma hai la minima idea di cosa voglia dire “stentoreo”?

    o sei un cronista “scostante”?

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  5. ToroFuturo - 2 anni fa

    Non condivido questo articolo.
    Il Toro è una squadra di una grande città con una grande storia.
    Il Toro non può essere calcisticamente considerato alla stregua del Palermo e tanto meno del Chievo e del Sassuolo, con tutto il rispetto.
    Il Toro, negli ultimi due anni si è classificato tra il sesto e il nono posto in campionato e si è comportato ottimamente in Europa.
    Il Toro ha completato un’eccellente campagna di rafforzamento.
    Non mi pare che le cosiddette “big”, Roma a parte, abbiano fatto altrettanto: la Juventus si è indebolita, Napoli e Lazio sono sostanzialmente uguali, Milan e Inter sono in fase di ricostruzione sportiva e riorganizzazione societaria.
    Io credo che il Toro possa puntare al quinto posto e se ci arrivasse esulterei, ma non la riterrei una sorpresa.

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    1. Sanguegranata - 2 anni fa

      Non Sarebbe una sorpresa neanche su si piazzasse meglio del quinto posto..
      Secondo me eh?!

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      1. Alberto Fava - 2 anni fa

        Ciao, mi permetto di scriverti direttamente, per confermarti che la penso esattamente come te. Io penso che lotteremo per le prime piazze, e per prime intendo la terza ( almeno) .

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