Torino e Filadelfia, Salvadori: ”Fondamentale realizzare la parte culturale-aggregativa”

Torino e Filadelfia, Salvadori: ”Fondamentale realizzare la parte culturale-aggregativa”

Intervista / Il presidente della Fondazione Filadelfia, ospite alla trasmissione Mondo Toro: ”Onorato di questa carica. Siamo in linea con le tempistiche stilate”

Ospite a Mondo Toro, la trasmissione radiofonica di Radio Chieri in collaborazione con il TC Chieri e Toro News, il presidente dalla Fondazione Filadelfia Cesare Salvadori fa una lunga disamina sulla situazione legata alla ricostruzione del Tempo degli Eroi. 

A che punto siamo con il Fila?
“Stiamo lavorando come fondazione per evitare che le delusioni passate non si ripresentino e dunque per finalmente ridare al Torino il Filadelfia. E’ un grande lavoro, siamo ad un punto in linea con i cronoprogrammi fissati e si può rispettare il 2016 come data perchè il Torino possa tornare ad allenarsi nella propria casa, ovvero il Fila.”

Si sente onorato di essere presidente della fondazione?
“E’ stata una grande soddisfazione essere scelto come presidente, ma ringrazio tutti i miei predecessori che hanno lavorato bene. Io sto portando avanti il lavoro di altri ed è anche grazie a loro che stiamo facendo bene.”
Ricorda poi uno di loro, Zunino: “Zunino si è trovato in una situazione critica perché apparteneva al mondo Fiat, ma è un granata al 100% e ha dovuto fare un passo indietro per questo fatto della Fiat.”

Presidente, ma che cosa sarà nell’effettivo il nuovo Filadelfia per il mondo granata?
“Noi non stiamo ricostruendo lo stadio del Torino prima squadra per mille motivi logistici oltre che economici che non ci permettono un progetto simile, ma quello che vogliamo ricostruire è la casa del Torino: il vecchio Filadeflia non era solo l’occasione domenicale per andare a vedere la partita, ma era un punto di ritrovo per tutti i granata. Quello che noi possiamo fare è un impianto dignitoso con i pochi soldi che abbiamo a disposizione, ma ciò che ci piacerebbe ricreare è soprattutto il simbolo, il punto di aggregazione che ne fa la casa del Torino. Poi ci saranno gli allenamenti, le partite della Primavaera, ma come si dice: “I giocatori passano, il Fila resta”. E questo è l’importante. Lo spirito è quello di fare vivere il Filadelfia di nuovo e al massimo”

Siamo in linea con le tempistiche e quali sono stati i primi passi?
“A gennaio siamo partiti con un piano di affidabilità, e i soldi ci arrivano dagli appalti pubblici. Io forse non avrei vissuto abbastanza per rivedere il Filaadelfia se non avessimo accellerato i tempi grazie alla fondazione Mamma Cairo, che ci ha fatto saltare il progetto preliminare e andare subito alla gara d’appalto. Il bando poi è stato un bando integrato e abbiamo cercato di ridurre così i tempi con questo appalto integrato.”

Il progetto attuale in che cosa consiste esattamente?
“ Al netto di qualche miglioria che ci sarà al progetto attuale, la sostanza è quello di fare qualcosa che ricalchi il più possibile il vecchio Fladelfia, però solo a determinate condizioni: uno è quello dei due campi (uno ibrido e uno in erba principale), e l’altro è quello di avere una serie di servizi come la palestra, un area di fisioterapia, una caffetteria e una foresteria, ovvero uno spazio per ospitare i giovani al campo. Poi c’è la parte della memoria: il cortile, luogo d’incontro, sarà rifatto, con piloni illuminati con i nomi dei grandi giocatori del passato, poi le gradinate verranno ripristinate, mentre la parte mussale verrà costruita in un secondo tempo e se ne avremmo le possibilità”

Dunque un centro sportivo, ma anche un certo di aggregazione culturale.
“Si, il nuovo Filadelfia sarà sostanzialmente diviso in due parti: una sportiva, una culturale-aggregativa. A che punto siamo? Abbiamo operato in modo che nel 2016 la parte sportiva sia in grado di ospitare le gare della primavera e gli allenamenti della prima squadracon tutti gli attestati UEFA e le carte del caso.”

A che punto è adesso il bando?
“In questo momento la commissione tecnica del Scr Piemonte sta valutando le 5 proposte tecniche arrivate. Ad aprile questa scelta verrà fatta, ci sarà una graduatoria di queste aziende, si farà poi un’ulteriore graduatoria economica sui costi e si sommano le due, quella tecnica e quella economica, e il migliore vincerà. Il vincitore sarà quello economicamente e tecnicamente più interessante: dunque si conosceranno tutte le migliorie proposte e i tempi, che sono a discrezione delle aziende, che dovrebbero permetterci di arrivare al 2016 con la parte sportiva completata.”

Da quello che si è capito, dunque, ci sarà anche un museo nel progetto?
“La parte mussale sarà fatta in seguito se avremo i soldi. Non chiederemo niente finché non si comincia a costruire, non vogliamo ripetere le storie del passato con soldi spariti eccetera. Se Novelli li ha messi veramente quei 35 miliardi? Magari, noi ne abbiamo solo 8 milioni, quelli non ci sono mai stati.”

Si parla anche di bonifica bellica
“La bonifica bellica bisogna rifarla anche se c’è già stata, perché non ha validità per più di un anno e quindi dobbiamo ripeterla prima di iniziare i lavori, con costi annessi. Le autorità militari hanno già dato il consenso da Padova, in pochi giorni dovrebbero arrivare le offerte delle aziende interessate alla bonifica.”

La parte culturale-aggregativa pare abbia un ruolo molto importante nel nuovo Filadelfia e c’è interesse perché questa nasca:
“La parte culturale è alla base del progetto e dell’intervento istituzionale: Comune e Regione hanno sicuramente in mente la parte “sportiva”, ma anche e soprattutto il fatto che il Fila costituisca una parte culturale importante che senza di loro non sarebbe possibile. Le istituzioni puntano a fare in fretta su questo.”

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