Torino, Gazzi e Benassi padroni della mediana contro il Cesena

Torino, Gazzi e Benassi padroni della mediana contro il Cesena

Torino-Cesena / L’analisi della mediana granata: per Prcic esordio tutto sommato positivo, ma ci si attende qualcosa in più

Gaby Mudingayi (R) of AC Cesena controls the ball against Marco Benassi of Torino FC during the Serie A match between Torino FC and AC Cesena at Stadio Olimpico di Torino on May 31, 2015 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Continuando la nostra consueta analisi reparto per reparto, non si può certo nascondere il fatto che il centrocampo granata sia stato l’assoluto protagonista della vittoria per 4-1 sul Cesena, dominando il corrispettivo romagnolo in lungo e in largo. Ma andiamo con ordine.

BENASSI E BASELLI – Il capitano dell’Under 21 sta diventando sempre di più uno dei leader del centrocampo granata: Benassi si prende responsabilità e non ha paura di sbagliare, e contro il Cesena lotta sin dal 1’ su ogni pallone possibile. Ottimo anche in fase di possesso, il gol è in comproprietà con Agliardi, ma intanto la botta potente è la sua e il tabellino, a fine partita, parla chiaro. Gioca bene senza accendersi particolarmente, invece, Daniele Baselli: sempre pulito ed ordinato, l’ex Atalanta gioca al minimo per conservare le forze in vista della Roma, quando servirà tutta la grinta a disposizione per fermare i giallorossi all’Olimpico.

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GAZZI E PRCIC – Il rosso mediano sale in cattedra: ci voleva una prestazione come questa dopo le ultime panchine (anche forzate) per ribadire che Gazzi c’è, e vuole essere importante per questo gruppo. Ottimo sia in costruzione (dove la pressione del Cesena è inesistente, e dunque le sue scarse doti tecniche non si notano), che nella consueta fase d’interdizione. Meriterebbe anche il secondo gol, che però alla fine è di Moretti. Ci si aspettava qualcosa di più, invece, da Sanjin Prcic. Il ragazzo – è da dire -ha svolto bene “il compitino” affidatogli da Ventura con qualche apprezzabile apertura, ed è in dubbio che anche l’emozione abbia giocato la sua parte: tuttavia, le gerarchie lo vedono in fondo (dopo Obi, a detta dello stesso Ventura, e magari – chissà – anche dopo Farnerud una volta che lo svedese verrà recuperato) e nelle uscite che avrà a disposizione dovrò fare qualcosina in più per convincere Ventura e sopratutto Petrachi, che a giugno dovrà decidere se riscattarlo o meno.

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