Torino: i cinque momenti che non ti dimenticherai di questa Europa League

Torino: i cinque momenti che non ti dimenticherai di questa Europa League

Torino – Zenit 1-0 / Dall’esordio contro il Brommapojkarna alla scorribanda di Copenaghen, dal match impari con lo Zenit all’impresa del San Mamès: ora tutti rispettano il Torino

L’avventura europea del Torino, la prima da quella Coppa Intertoto dell’estate 2002, si è conclusa con tanta amarezza ma anche tanto orgoglio ieri sera, al cospetto di uno Zenit che è riuscito in qualche modo a capitalizzare al meglio la superiorità numerica dell’andata. Un’ avventura che, partita il 31 luglio con il resto dell’Italia pallonara ancora al mare, ha scaldato i cuori dei tifosi granata e ha permesso alla società di esportare la sua immagine e il suo marchio. Proviamo allora a ripercorrerla, questa bella avventura, con una classifica dei cinque momenti più intensi e più memorabili, vissuti dal Torino e dal suo pubblico fino a ieri.

7 agosto 2014, l’Europa torna a Torino – ll resto dell’Italia pallonara è al mare tra infradito e ombrelloni, il Torino di Ventura invece fa rivivere per la prima volta al suo pubblico l’atmosfera europea, seppure di fronte ad avversari modesti come gli svedesi del Brommapojkarna, già superati all’andata, alla Tele 2 Arena di Stoccolma, per 0-3. Davanti a 23mila spettatori, il match è solo una formalità, festa doveva essere e festa è stata. Finisce 4-0 per i granata, con anche un sigillo firmato su rigore da quel Fabio Quagliarella che torna a esultare sotto la Maratona quasi dieci anni dopo.

11 dicembre 2014, la conquista della Sirenetta – Nell’ultima gara del girone eliminatorio, i granata cercano la qualificazione ai sedicesimi al Parken Stadion di Copenaghen, contro i padroni di casa già eliminati ma non per questo rassegnati. Pronti, via e i danesi passano in vantaggio con un gollonzo incredibile, ma i granata, pur in formazione rimaneggiata, iniziano a ruminare calcio e a sistemare la situazione. Finirà 1-5: Ventura qualificato come secondo nel girone, alle spalle del Bruges.

 

26 febbraio e 12 marzo 2015, tutti a Caselle – Da tempo immemore il pubblico del Torino non si recava a Caselle ad accogliere l’aereo del Torino di ritorno da una trasferta. E’ successo per due volte per questa Europa League: dopo l’impresa di Bilbao e, ancora più encomiabilmente, dopo la partita di andata con lo Zenit, che aveva visto il Torino perdere 2-0. Per ringraziare la squadra o per incoraggiarla per la gara di ritorno, il tifo granata ha confermato di essere tornato un tutt’uno con la squadra: era uno degli obiettivi che si era posto Giampiero Ventura, quando nell’estate 2011 accettò la proposta di Urbano Cairo. Missione compiuta.

19 marzo 2015, i sei minuti che fecero tremare lo Zenit – Il confronto tra Torino e Zenit è stato qualcosa di più di un semplice ottavo di finale: è stato un confronto tra una società costretta a programmare ogni singolo passo contro una società in grado di spendere e spandere senza ritegno. Si può dire che i russi non si sono dimostrati superiori: al ritorno sono stati facilitati dall’espulsione di Benassi, mentre al ritorno non hanno fatto vedere nulla più che un atteggiamento ostruzionistico ai limiti dell’antisportività. E quei sei minuti di recupero hanno fatto tremare i giganti di San Pietroburgo…

 

26 febbraio 2015, gli Eroi del San Mamès: Vent’anni buoni di amarezze e difficoltà variegate vengono ripagati al pubblico granata: il Torino manda in visibilio i 3000 tifosi giunti in terra basca diventando la prima squadra italiana a vincere sul campo dell’Athletic Club, il San Mamès di Bilbao. La cattedrale profanata: il 2-3 finale vale il passaggio agli ottavi di finale. La partita, anzi la Partita, che non ti scorderai mai…

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