Torino, in Russia per la storia e per l’onore

Torino, in Russia per la storia e per l’onore

Verso Zenit-Torino / I granata domani partono per San Pietroburgo: nel mirino un’altra impresa per gli uomini di Ventura dopo quella del San Mamès

 

La sfide internazionali, si sa, hanno un sapore unico. Per chi è del Toro, poi, e queste sfide negli ultimi vent’anni ha dovuto sempre e solo guardarle da spettatore lontano, quando si gioca in Europa qualcosa di speciale si avverte nell’aria: come se quei giocatori che partono per fare onore alla maglia e alla città si portassero dietro anche un po’ della nostra forza, della nostra energia, come se, alla fine, ci fossimo anche noi, con loro, laggiù.

Il Toro domani parte per la Russia. Una terra dove i granata non sono mai riusciti a segnare, tantomeno a vincere. Il precedente è solo uno, quello con Dinamo Mosca nella Coppa Uefa ’92/93, ma questa volta, forse, l’avversario è persino superiore a quello di allora. Davanti ai granata, infatti, una delle realtà più vivaci dell’intero est europa, nonché la squadra probabilmente più ricca di tutta la Russia: quello Zenit che non più di due anni fa spese ben 80 milioni per aggiudicarsi l’attaccante Hulk e il centrocampista Witsel, i due veri fiori all’occhiello della formazione di Villas Boas.

Una sfida, che sulla carta, non darebbe scampo ai granata, ma queste sono solo speculazioni buone per il prepartita. Il campo, infatti, ha più volte dimostrato che quando il Toro va in Europa, lontano dal proprio stadio e dai propri tifosi, le prestazioni sono quasi sempre di grande cuore, con i giocatori a dare il 100% e fino al 90′, con migliaia di appassionati a seguirli ovunque, e centinai di migliaia di supporter che davanti alle loro televisioni imprecano, piangono, recriminano, gioiscono. E’ successo così a Copenaghen e a Bilbao, dove il Toro, contro qualsiasi pronostico, ha affrontato i baschi con determinazione e forza, senza badare ai numeri e alle statistiche della vigilia, che davano naturalmente una squadra ben più quotata rispetto all’altra.

In Russia, i granata si porteranno ancora di più dietro un pezzo di ogni cuore granata, per cercare di proseguire in un cammino europeo incredibile e sin qui esaltante, che sta facendo vivere un vero e proprio sogno ad occhi aperti a moltissimi tifosi ed appassionati. Il sogno, però, ancora una volta non deve centrare niente, è la realtà nuovamente che deve farla da padrona, e se la prestazione sarà quella di Bilbao, il risultato potrà esser qualsiasi, ma i ragazzi usciranno tra gli applausi del Petrovskij di San Pietroburgo. Perché è la storia che fa la differenza, e la storia la si incide con l’onore sul campo, con il carattere e la tecnica, con quel sentimento unico di forte appartenenza che contraddistingue solamente chi veste quella maglia.

In Russia per l’onore del colore granata, quindi, e per riscrivere nuovamente la storia di questo club.

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