Torino-Milan 2-2

Torino-Milan 2-2

 

PRIMO TEMPO. Tre minuti. Tanto è durato il vantaggio granata sul Milan. De Biasi opta per una formazione di partenza con due punte più Rosina, considerando anche il forfait dell’ultima ora di Amoruso e Pisano che si accomoda in panchina. Rubin terzino sinistro, quindi, e Rosina all’ala a sostegno dell’inedita coppia Bianchi- Stellone.
E’ proprio l’attaccante…

 

PRIMO TEMPO. Tre minuti. Tanto è durato il vantaggio granata sul Milan. De Biasi opta per una formazione di partenza con due punte più Rosina, considerando anche il forfait dell’ultima ora di Amoruso e Pisano che si accomoda in panchina. Rubin terzino sinistro, quindi, e Rosina all’ala a sostegno dell’inedita coppia Bianchi- Stellone.
E’ proprio l’attaccante romano a portare i granata sull’1-0 al 25’. Bravo Rosina a scodellare un cross verso il cuore dell’area dove l’ex genoano anticipa Maldini e di testa batte Abbiati.
I granata in precedenza avevano già sfiorato la rete con un paio di conclusioni dalla distanza di Dzemaili.
I rossoneri, parsi un po’ sonnolenti fino al gol di Stellone, si sono improvvisamente svegliati ed hanno reagito capovolgendo in pochi minuti il risultato.
Prima Pato al 28’, lesto e concreto nello sfruttare di destro un filtrante di Gattuso, poi Ronaldinho su punizione (dubbio il fallo su Kakà) al 35’ dal limite hanno portato la squadra di Ancelotti a riposo in vantaggio per 1-2.
Nella ripresa servirà più decisione nel portare gli attacchi e nell’alzare il pressing sul centrocampo avversario, parso un po’ troppo libero di manovrare. E gli uomini di qualità a loro non mancano.

 

SECONDO TEMPO. Il Milan non continua oltre il suo palleggio brasileiro. E’ infatti il Toro a fare la partita, anche se il primo pericolo, grosso, è portato da Pato, che sbaglia una conclusione solo davanti a Sereni, e che anche più avanti in una seconda occasione si farà ipnotizzare dal portierone granata, superbo nella circostanza. I rossoneri dei secondi 45 minuti sono grosso modo tutti qua. A guardare il tabellino, le occasioni di marca granata non sono molto più numerose: ma la mole di gioco è senz’altro superiore da parte degli uomini di De Biasi. Che faticano a rifinire, latitano sulla trequarti e peccano quando devono effettuare l’ultimo passaggio, con un Rosina che sbaglia parecchi tocchi che pure in un passato non lontano sono stati il suo pane quotidiano. Stellone invece impreziosisce quasi ogni pallone che tocca, mentre sale in cattedra Dzemaili: il diverso tenore della prestazione granata del secondo tempo è in gran parte merito suo. Lo svizzero imposta, corre, conclude e soprattutto porta palla, cosa che non fa il suo compare Barone, che non demerita in interdizione ed è bravo tatticamente, ma che sembra davvero non sapere cosa fare con la sfera tra i piedi. Nel Milan esce Pirlo ed entra Emerson, ed i rossoneri perdono in inventiva; De Biasi sostituisce Barone con un più fresco Zanetti ed inserisce anche Abbruscato al posto di un Bianchi che ha toccato pochissimi palloni, non soltanto per proprio demerito.
Ma se Rosina sbaglia molto, è anche vero che mette lo zampino in entrambe le reti del Toro: il cross per la prima, ed il rigore realizzato per la seconda. Il penalty viene concesso per un fallo di mano di Kaladze, che ferma un cross di Rosina il quale aveva concluso splendidamente una combinazione con Dzemaili. Dopo il 2-2, Ancelotti inserisce Shevchenko al posto di Gattuso, per un arrembaggio rossonero che però rimane nelle intenzioni. Il Milan infatti non riesce più a disporre dei granata come gli era riuscito nei primi 45 minuti. I granata ripartono spesso con un Rubin positivo ed un Abbruscato volitivo, che ci metta corsa e impegno.
Rosina lascia il campo per Ogbonna, guadagnandosi gli applausi del pubblico. C’è tempo per tremare quando, al 90’, Ronaldinho aggiusta il pallone per un nuovo calcio di punizione, ma stavolta il brasiliano non ripete la magia. Dopo due minuti di recupero, Farina manda tutti negli spogliatoi, ed il Torino ottiene un buon risultato, che sarà ancora più positivo se troverà continuità con dei punti anche in quel di Siena, domenica prossima. Se Rosina tornerà quello che era, le combinazioni tra lui e Dzemaili, che parlano il linguaggio della qualità, potranno risollevare il Toro.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy