Torino, occorre eliminare l’ansia da prestazione

Torino, occorre eliminare l’ansia da prestazione

Approfondimento / I granata devono imparare a vivere la partita nella giusta maniera: sul terreno di gioco si dà tutto, non c’è spazio per le incertezze

3 commenti
Derby, Belotti

Si è parlato molto, nelle ore successive alla batosta rimediata nel Derby della Mole, del carattere del Torino: è ineccepibile che la Juventus sotto questo punto di vista abbia mostrato ai granata “come si gioca un derby”, con la giusta concentrazione e la grinta ideale. Questo atteggiamento non è casuale ed è proprio ciò a cui Glik e compagni dovrebbero aspirare: la tranquillità durante la partita. Sotto questo punto di vista il Torino deve crescere ancora molto poiché sono tantissime le occasioni, negli ultimi anni, nelle quali i granata hanno steccato la partita decisiva, quelle che “poteva essere” ma alla fine ha sempre rappresentato solamente rimpianti. Anche in questa stagione non mancano gli esempi, il più eclatante è la clamorosa trasferta contro il Carpi ultimo in classifica: in caso di vittoria la squadra di Ventura si sarebbe trovata anche se solo per poche ore  al comando della classifica, un risultato incredibile per un gruppo che stava macinando punti su punti ma che, incredibilmente, fallì l’impresa regalando agli emiliano la prima storica vittoria nel massimo campionato.

Gaston Silva in Carpi Torino
L’incredibile sconfitta a Carpi è l’emblema dell’ansia da prestazione che colpisce i granata

Questa “ansia da prestazione” colpisce spesso i granata durante le sfide più sentito o importanti, quelle contro le big o quelle che potrebbero fare un piccolo pezzo di storia; i motivi sono molteplici e sono riconducibili ad una sola vera causa: le aspettative. Nel momento in cui i ragazzi di Ventura vengono messi sotto pressione positivamente dalla piazza, dai media e da sé stessi, nel senso che tutti hanno fiducia nelle potenzialità del collettivo granata, puntualmente non riescono a rendere secondo le aspettative. La mentalità vincente ha le sue basi anche in questo: ignorare i riflettori puntati addosso, o al massimo farne una forza; sentire e vivere la partita ma alla maniera giusta, senza farsi prendere dall’ansia e, una volta in campo, dare il massimo per puntare veramente alla vittoria e non ritrovarsi bloccati tra la paura di fallire e le incertezze.

FC Juventus v Torino FC - TIM Cup
La Juventus ha giocato il derby con tranquillità e convinzione, il Torino è sembrato “sciogliersi”

Questo atteggiamento è riscontrabile anche nelle numerosissime occasioni nelle quali il Torino ha incassato reti incredibili a pochi istanti dal termine di partite disputate in momenti delicati delle ultime stagioni: se i granata avessero continuato ad esprimere il proprio gioco ed a gestire campo e pallone come sanno fare, nessuna di quelle marcature avversarie sarebbe arrivata; il copione è invece sempre lo stesso: la squadra si schiaccia e diventa all’improvviso rinunciataria, come se avesse paura di gestire il vantaggio, lasciando il controllo del gioco all’avversario. Uno dei maggiori problemi su cui Ventura dovrà lavorare è quindi questa ansia da prestazione quasi immotivata che spesso colpisce i suoi giocatori: il gruppo ha potenzialità ed è in grado di sfruttarle, i granata possono quindi essere protagonisti di un ottimo proseguimento di stagione se riusciranno a migliorare il proprio atteggiamento mentale in alcune situazioni.

3 commenti

3 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. osvaldo - 1 anno fa

    E’ quello che dico ormai da 3 anni a questa parte.
    Oni volta che si ha la possibilita’di fare il…salto,zac! si cade!
    Il problema e’ nel mister che in queste occasioni non sa preparare la partita e non sa trasmettere gli impulsi giusti:grinta e tranquillita’ nello stesso tempo!
    Secondo il mio modesto parre,questa e’ la lacuna di altrimenti in tanti anni di professione avrebbe allenato grandi squadre e vinto molto di piu’ in Italia e all’estero.
    Osvaldo

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. uassing - 1 anno fa

    Con il gioco di Ventura fatto di titic titoc tra difensori e senza attaccanti di valore ( prima c’erano Cerci e Immobile),credo che il cosiddetto processo di crescita avverra’ quando Ventura si decidera’ a cambiare la filosofia difensivista che lo contradistingue. Ormai tutte le squadre lo hanno capito facendoci pressing alto.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Daniele abbiamo perso l'anima - 1 anno fa

      Sono d’accordo. Conoscendo il nostro gioco ci pressano e le nostre partite diventano tutte inguardabili.
      Ma Ventura non cambierà a 70 anni. Non chiede neanche scusa ai tifosi per la brutta figura fatta, anzi, vedrai che alla prima conferenza farà del sarcasmo conto il nostro “drammaticismo”

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy