Toro, che cambiamento negli ultimi 3 anni: ora sì che è possibile sognare

Toro, che cambiamento negli ultimi 3 anni: ora sì che è possibile sognare

Le ambizioni dei granata sono drasticamente mutate rispetto a qualche stagione fa. La squadra è cresciuta: giusto credere fino alla fine nei propri obiettivi

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Non sarà il Real Madrid, il Barcellona o il Bayern Monaco ma questo Toro è notevolmente cambiato rispetto a quello che solamente 3 anni fa militava nel campionato di Serie B. 

TORO, QUALCOSA È  CAMBIATO – Una crescita esponenziale quella effettuata dalla società granata, un processo di maturazione che ha recentemente permesso al Club di Via Arcivescovado di rendersi nuovamente protagonista in Europa. Già, proprio in Europa, a distanza di 23 anni da quell’indimenticabile cammino in Coppa Uefa in cui solo il destino ha impedito ai granata di alzare il trofeo nel cielo di Amsterdam.

GIÀ TANTI TRAGUARDI RAGGIUNTI – E adesso? Adesso sembra che le cose stiano lentamente (ma neanche troppo) tornando come un tempo, con un Toro tornato a dire la sua in Italia, l’anno scorso e pronto a dare il massimo per centrare l’obiettivo Europa League nell’attuale stagione, e finalmente consapevole del proprio valore. Sono tanti i risultati importanti conseguiti nelle ultime due stagioni, a partire dall’entusiasmante cavalcata dell’anno scorso con il tandem Cerci e Immobile fino ad arrivare agli storici successi di San Siro e del San Mames, ma ciò che realmente sorprende è l’identità di questa squadra: una formazione solida e ben organizzata grazie alla mano di un allenatore, Ventura, il cui principale pregio è stato quello di aver sopperito alle lacune tecniche della rosa plasmando una vera e propria corazzata difficile da superare per chiunque. 

SOGNARE È POSSIBILE ORA – Per tali ragioni, non è più possibile accontentarsi. Ora sì che è possibile ambire al massimo, ora sì è lecito sognare: l’obiettivo sesto posto è di quelli ardui, i punti di distanza con la Fiorentina sono ben 7, vero, ma questa squadra, questo Toro, ha ormai il dovere ma soprattutto le potenzialità per inseguire fino alla fine i propri traguardi. Analogo discorso vale per il derby, partita maledetta che i granata non vincono da 20 anni. La Juventus è la formazione più forte d’Italia, su questo non c’è alcun dubbio, ma se le cose stanno davvero tornando come un tempo, allora tale dato di fatto non può rappresentare un problema, anzi, un ulteriore stimolo per tornare a trionfare nella stracittadina.

A partire da domani gli uomini di Ventura torneranno al lavoro per chiudere nel migliore dei modi una stagione destinata ad entrare nella storia: che sia quella del definitivo rilancio? Gli indizi inducono inequivocabilmente ad un cauto ottimismo. 

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