Toro, la stella Cerci brilla a dovere

Toro, la stella Cerci brilla a dovere

Alessio Cerci, contro il Sassuolo, è stato certamente tra i migliori in campo della seconda frazione di gioco: e su questo non ci sono dubbi. Il gol messo a segno è stato di pregevole fattura, con l’esterno di Valmontone bravo ad accentrarsi e a scaricare la sfera alle spalle…
di Manolo Chirico, @ManoloChirico
Alessio Cerci, contro il Sassuolo, è stato certamente tra i migliori in campo della seconda frazione di gioco: e su questo non ci sono dubbi. Il gol messo a segno è stato di pregevole fattura, con l’esterno di Valmontone bravo ad accentrarsi e a scaricare la sfera alle spalle di Rosati. Avevamo chiesto ai tifosi se, pur non essendo ancora al massimo della forma, fosse il caso di schierarlo sin dal primo minuto. E la risposta del popolo granata è stata chiara: ”Cerci in campo, senza se e senza ma”.
 
PER LA SQUADRA – L’esterno di Valmontone è partito in sordina, giocando alle spalle di Immobile, provando subito a spezzare il fiato. Ovviamente, non essendo ancora in uno stato di forma ottimale, Cerci ha pagato a duro prezzo lo sforzo e nelle fasi centrali della prima frazione è apparso piuttosto appannato. Qualche scorribanda sulla destra con il collega di fascia Darmian, ma nulla di più. Nella ripresa, invece, è salito in cattedra, mostrando tutto il suo talento e dimostrando a tutti di che pasta è fatto. La prestazione de ‘Il Magnifico’ è andata quindi in crescendo, mostrando ottimi spunti di gioco, caricandosi la squadra sulle spalle. Il gol del due a zero è un po’ il suo marchio di fabbrica: parte dalla destra, s’accentra e con il sinistro fulmina il malcapitato Rosati. Il bacio di Capitan Glik è l’esempio di come il gruppo riponga in lui ogni speranza.
 
I COMPLIMENTI AVVERSARI – Non si sono fatti attendere i complimenti del tecnico ospite Di Francesco che al termine della gara ha sottolineato come giocatori come lui possano far male in qualsiasi momento. L’uomo di maggior caratura tecnica dell’undici di Ventura si appresta ad essere lo spauracchio delle difese avversarie che da un anno a questa parte hanno imparato a temerlo a dovere. Di Francesco, durante l’arco della settimana, aveva messo in guardia i suoi: ”Cerci è un giocatore che può permettersi di restare fuori dal gioco per 50 minuti, poi, in un batter d’occhio sa cambiare la partita”. Ma non solo, i complimenti degli avversari si sprecano. ”Avevo detto ai miei che Cerci ama portarsi la palla sul sinistro e quando ci riesce sa essere devastante – conclude il tecnico dei neroverdi -. Sono stati attenti sino al 20′, poi, un piccolo errore di valutazione è bastato a fare la differenza”. 
 
GIOCATORE UNIVERSALE – Il tecnico Ventura, amante del basso profilo, ha cercato dà subito di smorzare i toni, sottolineando il fatto che Cerci non è ancora al top della forma. E in effetti in molti tratti della gara il talento granata è apparso poco lucido: segno inequivocabile del fatto che il fiato sia ancora un po’ corto. Non conta tanto il modulo o la posizione, quanto più i movimenti che lo stesso giocatore riesce a fare. Per essere decisivo, Cerci deve essere in grado di svariare su tutto il fronte d’attacco, fornendo assist ai compagni di squadra, ma anche proponendosi per andare a sua volta al tiro. Per fare questo, occorre che il numero undici granata sia in perfetto stato di grazia. Bisognerà attendere e aver pazienza ancora per qualche giornata. Poi, il Toro, la Serie A e la Nazionale, come ribadito dallo stesso tecnico genovese, potrà godere di un nuovo top player.
 
Manolo Chirico
 
(foto M.Dreosti)
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