Toro, la sterilità offensiva sembra solo un lontano ricordo

Toro, la sterilità offensiva sembra solo un lontano ricordo

Dall’inizio del 2015 i granata hanno realizzato ben 13 reti in sei partite, subendone solo 5

Analizzando i gol fatti e quelli subiti dal Torino dall’inizio di questo 2015, si scopre che alla solida difesa già nota in precedenza si è unito un attacco davvero prolifico, che ha fatto sembrare le critiche arrivate in passato per la sua sterilità un lontano ricordo.

GOL SUBITI – Nelle sei partite fin qui disputate nel nuovo anno infatti i granata hanno preso appena 5 gol, di cui tre (uno contro il Milan con Menez e due contro il Cesena con Brienza) arrivati su calcio di rigore.
La media recita dunque 0,8 alla voce “reti subite a partita”, e poteva andare ancora meglio.
Se si escludono quei tre penalty rimangono solo il gol di Obiang di tacco, arrivato a Sampdoria già al tappeto, e quello di Luca Toni sabato scorso a Verona, in azione di contropiede: una rete bella ma evitabile quando si è sul 2-0 a favore.

GOL FATTI – Alla voce “reti fatte” invece i granata possono contare su ben 13 centri, per una media di 2,16 a gara.
Sono stati sfruttati molto bene i calci piazzati in generale: Glik ha segnato di testa contro il Milan, Moretti su corner contro l’Inter così come Quagliarella contro la Samp. Lo stesso Quagliarella, sempre contro la Sampdoria e a Verona, ha poi messo a segno due rigori.
Le restanti marcature portano la firma di Benassi , con un gran tiro da fuori contro il Cesena, Maxi Lopez, gol decisivo sempre in Romagna dopo una bella triangolazione con Quagliarella, Amauri, sigillo da attaccante di razza contro i blucerchiati, Bruno Peres, staffilata vincente ancora contro la squadra di Mihajlovic, Martinez ed El Kaddouri, a segno al Bentegodi con un mix di velocità e precisione.
Restano poi da segnalare altre due reti siglate da Quagliarella: una a Cesena, sfruttando una situazione favorevole in area di rigore, e una all’Olimpico con la Sampdoria, quando su un lancio verticale si è aggiustato ottimamente il pallone prima di calciare a rete battendo Viviano per la terza volta.

UN’ARMA IN PIU’ – I gol del Toro sono arrivati dunque in modo piuttosto vario, a testimonianza di una molteplicità di soluzioni offensive impensabile fino a poco tempo fa e che potrebbe risultare un’arma decisiva da qui a fine stagione. A patto che si continui su questa strada.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy