Serie A, per il sesto posto è gara di “ciapanò”: e i rimpianti del Torino aumentano

Serie A, per il sesto posto è gara di “ciapanò”: e i rimpianti del Torino aumentano

Approfondimento / Inter, Milan e Fiorentina hanno ottenuto risultati negativi nelle ultime uscite, abbassando notevolmente la quota europea e aumentando i rammarichi granata

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Chi va piano va lontano. Sembra essere questo il motto di Inter, Milan e Fiorentina che mantengono più che mai viva la corsa per l’ultimo posto disponibile per l’Europa League a suon di risultati negativi. Atalanta e Lazio sono ormai in fuga e – visto il ruolino di marcia di assoluto rispetto – paiono al momento irraggiungibili. Il sesto posto è attualmente occupato dai rossoneri che hanno ottenuto solamente 6 punti nelle ultime 5 partite pareggiando – tra le altre – contro Pescara e Crotone e perdendo tra le mura amiche contro l’Empoli. A tre punti di distanza l’Inter fa ancora peggio: l’agognata vittoria manca ormai da 7 giornate e negli ultimi 5 incontri di campionato sono arrivate quattro sconfitte (contro Napoli, Fiorentina, Crotone e Samp n.d.r.) e un solo pareggio, rimediato proprio nel derby contro il Milan.

MILAN, ITALY - NOVEMBER 28: (L-R) Joao Miranda of FC Internazionale competes for the ball with Josip Llicic of ACF Fiorentina during the Serie A match between FC Internazionale and ACF Fiorentina at Stadio Giuseppe Meazza on November 28, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)
MILAN, ITALY – NOVEMBER 28: (L-R) Joao Miranda of FC Internazionale competes for the ball with Josip Llicic of ACF Fiorentina during the Serie A match between FC Internazionale and ACF Fiorentina at Stadio Giuseppe Meazza on November 28, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

La compagine allenata da Paulo Sousa, invece sembrava essersi reinserita con veemenza nella corsa all’Europa League. Anche in questo caso però, nonostante la rocambolesca vittoria per 5-4 nello scontro diretto contro i neroazzurri, sono state decisive le sconfitte contro squadre di bassa classifica come Empoli e Palermo che hanno contribuito ad affievolire i sogni viola che distano ora quattro lunghezze dalla meta. Tutto ciò non fa altro che aumentare i rimpianti del Torino che – nonostante una stagione non esaltante – si trova a dieci punti di distanza dal sesto posto e se gli ultimi risultati – in particolar modo gli ultimi maturati tra le mura amiche – fossero stati differenti, ora si starebbe parlando d’altro. Con le avversarie che hanno una media punti tanto bassa nelle ultime giornate, infatti non sarebbe stato proibito sognare per la compagine granata che – a quattro giornate dal termine – si trova invece quasi matematicamente estromessa dalla corsa europea. Questo rush finale al rilento dovrà essere d’insegnamento al Torino che – avuta l’occasione di comprendere al meglio l’imprevedibilità e i meccanismi del nostro campionato – potrà usarla a proprio vantaggio la prossima stagione. Con la speranza che le ambizioni siano diverse…

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  1. abatta68 - 7 mesi fa

    A leggere certi commenti sembra che il campionato abbia una lista infinita di allenatori eccezionali o comunque di gran lunga superiori al nostro. Beh certo… chi non avrebbe voluto Paulo Sousa, Pioli o Montella, protagonisti di un campionato stupendo! Rispetto a Longo, sicuramente una valida persona, ma che nella sua carriera ha ancora tutto da dimostrare… e se al primo anno avesse fallito, anche per motivi non necessariamente suoi? quando una società fà un scelta su qualche elemento deve appoggiarsi. Se fosse venuto Montella al Toro e Sinisa fosse rimasto al Milan, credete veramente che oggi saremo davanti al Milan di 10 punti? ma per favore… il Milan di Montella fa cagare molto più di noi, come l’Inter di Pioli o la Fiorentina di Sousa! Il nostro limite sono i giocatori e avrei una lista infinita. Non mi riferisco tanto a chi non ha i mezzi tecnici, ma a chi ha buttato via una intera stagione e poteva farci fare un bel salto in avanti, vedi Baselli, Benassi e Ljaic… sono questi tre che hanno reso pochissimo, in relazione alle loro potenzialità e in questo l’allenatore centra ben poco. Non è che spostando di qualche metro il serbo, questo si riscopre un talento, cosi come Baselli, che ha dovuto essere mezzo sputtanato per ritrovare un minimo di orgoglio per rimettersi a correre come un ragazzo della sua età dovrebbe fare…

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    1. abatta68 - 7 mesi fa

      Il “Cuore Toro” lo mettono in campo i giocatori… qualcosa abbiamo visto quest’anno, non è tutto da buttare. La squadra gioca a pallone, non specula mai sul risultato, segna molto e produce anche di più. Quando un allenatore non funziona o non ha idee, queste cose non le ottieni, con qualsiasi tipo di calciatore che hai a disposizione. Quest’anno abbiamo visto tantissimi errori individuali, dettati dalla scarsa determinazione nei momenti decisivi delle partite… questo ha fatto una differenza sostanziale tra noi e squadre come la Lazio e l’Atalanta, che hanno massimizzato in tal senso, anche oltre ogni logica previsione. Ma la mentalità vincente è qualcosa che Mhjailovic ha predicato fin dall’inizio, in un gruppo che era tutto da fare e che presentava evidenti lacune (soprattutto in difesa). In questo senso credo che il tecnico abbia fatto molto… molto meno ha fatto la società, e spero che per il prossimo anno Cairo si muova in tempo e che Petrachi abbia già individuato i giocatori che servono a sistemare questa squadra un pò troppo leggerina e che si demotiva troppo facilmente.

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  2. Pimpa - 7 mesi fa

    Sono questioni del tutto distinte tra di loro: un conto è chi è meglio di Mihailovic,un altro è chi è ansioso di venire al Toro, un altro ancora è Longo.
    Sul primo dico che la lista è troppo lunga e solo per pudore la tralascio, sul secondo ovviamente nessuno che allena le squadre che ci stanno avanti e su Longo concludo ricordando quello che scrissi sul dibattito scatenatosi quando ancora non si sapeva chi avrebbe allenato il Toro e il nome di Longo circolava come una delle soluzioni insieme a quella di Mihajlovic:per me era una autentica follia,se si avevano quei soldi da spendere per lo stipendio dell’allenatore,prendere uno peggio del serbo avendo in casa uno che peggio difficilmente avrebbe fatto.
    Ed ecco qua la situazione al 2 maggio 2017.

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  3. vittoriogoli_714 - 7 mesi fa

    Beh quale allenatore allora sarebbe nettamente superiore a Mhailovjic? Io non ne vedo di stelle così ansiose di venire al Toro.
    Piuttosto questo si avrei dato una chance all’attuale allenatore della Pro Vercelli, sarebbe costato molto meno e ,credo, non avrebbe peggiorato la situazione.
    Ah pardon il presidente dice che é una stagione da 8 in pagella…..
    Senza il boom di Belotti ( inaspettato ) forse questo 8 in pagella sarebbe stato un sei e mezzo.

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    1. Bakero - 7 mesi fa

      Facile ragionare così, allore la stagione dell’ EL se Immobile e Cerci non avessero segnato 35 reti noi saremmo retrocessi

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  4. Pimpa - 7 mesi fa

    Non vi rendete conto che ogni anno,dico ogni anno,arrivati a questo punto della stagione,si ripete la stessa,precisa,identica litania?
    Quello che poteva essere se: se la mi’ nonna aveva le ròte era un carretto,dico io.
    Il fatto che puntualmente saltino fuori le stesse infondate recriminazioni mentre continuiamo ad occupare stabilmente le melme basse della parte sinistra della classifica,non è un elemento bastantemente significativo della nostra dimensione?
    Non è forse vero che negli ultimi tre anni siamo costantemente peggiorati e che diuturnamente il nostro presidente,direttore generale,allenatore ripetono che siamo in un continuo percorso di crescita?

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  5. rocket man - 7 mesi fa

    Auspico che Mihajlovic porti la sua limitatezza da allenatore da qualche altra parte (e se porta con se Ljajic è meglio).

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