Toro, stasera alla prova del tre

Toro, stasera alla prova del tre

di Alessandro Brunetti

 

Tranne te, tranne te, tranne te. O anche tranne tre. No, non sono impazzito, il campionato del Torino potrebbe essere ben sintetizzato, prendendo in prestito il ritornello tormentone di Fabri Fibra. I granata, infatti, non solo non sono mai riusciti ad infilare tre vittorie consecutive, ma sono anche l’unica squadra tra le prime 7 ad aver mancato il filotto. Siena, Atalanta, Novara,…

di Alessandro Brunetti

 

Tranne te, tranne te, tranne te. O anche tranne tre. No, non sono impazzito, il campionato del Torino potrebbe essere ben sintetizzato, prendendo in prestito il ritornello tormentone di Fabri Fibra. I granata, infatti, non solo non sono mai riusciti ad infilare tre vittorie consecutive, ma sono anche l’unica squadra tra le prime 7 ad aver mancato il filotto. Siena, Atalanta, Novara, Varese, Reggina e persino al Pescara, è riuscito il trittico vincente. Tranne te, caro Toro. Sì, la squadra di Lerda c’è andata “vicina” in due occasioni, dopo le vittorie con Sassuolo e Novara (poi arrivò la sconfitta con il Pescara) e Empoli e Triestina, a cui ha fece  seguito il pareggio di Padova.

Un handicap questo che ha non ha permesso  al Toro il famoso salto di qualità, quell’agognata continuità che dall’inizio dell’anno va ricercando il tecnico di Fossano. Stasera, pareggiare non sarebbe un risultato da buttare via, ma per svoltare veramente serve la vittoria, sia per la classifica che per il morale. Vincere significherebbe infrangere un tabù,  spezzare un incantesimo, sbloccare qualcosa nella testa dei giocatori. Vincere sarebbe importante perché manderebbe un segnale importante alle altre pretendenti ai playoff. Vincere potrebbe significare l’inizio di quella cavalcata, che riuscì nel girone di ritorno al mai troppo rimpianto Stefano Colantuono.

Per questo, Lerda e i suoi ragazzi dovranno partire da subito corti e aggressivi, così come nei primi tempo contro Novara e Siena , in cui il Toro giocò il miglior calcio della stagione, fatto di scambi palla terra e gioco sulle fasce. La partita potrebbe, infatti, risolversi nel duello sulle fasce dove Lazarevic e Pagano (o Sgrigna) dovranno creare la superiorità contro Bellini e Raimondi. All’andata questo riuscì bene all’ex vicentino, che oltre al gol, fece letteralmente impazzire Raimondi.  Di contro, gli esterni granata dovranno porre grande attenzione anche alla  fase difensiva e dare una mano a Zavagno e Rivalta (o D’Ambrosio) contro lo sgusciante Ferreira Pinto (assente all’andata) e l’esperto Doni.
Vi lascio con una considerazione. Contro la difesa meno battuta del campionato, che non prende gol da 7 giornate, Bianchi non ha mai segnato.  Stasera dev’essere la serata dei tabù infranti, di squadra e personali.  In fondo hanno sempre ragione i tifosi. Per tornare in A, bisogna vincere, bisogna vincere, bisogna vincere (tre volte).

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