Toro, tanto cuore ma troppa ingenuità

Toro, tanto cuore ma troppa ingenuità

E’ stata una partita incredibile quella di ieri sera all’Olimpico tra Torino e Inter, con i granata che devono essere soddisfatti per il risultato, visto come si erano messe le cose al novantesimo prima della bellissima (e forse un po’ fortunosa) punizione di Bellomo, ma delusi per non aver saputo gestire…
Commenta per primo!
E’ stata una partita incredibile quella di ieri sera all’Olimpico tra Torino e Inter, con i granata che devono essere soddisfatti per il risultato, visto come si erano messe le cose al novantesimo prima della bellissima (e forse un po’ fortunosa) punizione di Bellomo, ma delusi per non aver saputo gestire ottantacinque minuti di superiorità numerica.
Il Toro ha tenuto un ritmo molto alto per tutto il match, dimostrandosi in buone condizioni fisiche, ha sprecato molto (vedi rigore di Cerci) ma, con un grande cuore, è riuscito a portarsi per due volte in vantaggio con Farnerud e Immobile.
Il cuore da solo però non basta, se unito alla cronica paura di vincere e a sbavature difensive che costano molto care: passi per il gol capolavoro di Guarin, ma la prima rete di Palacio, subito dopo il sigillo di Immobile, è una doccia fredda pesante ed evitabile.
Di buono ci sono dunque il carattere e la grinta di una squadra che non ha mai mollato per novanta minuti, riuscendo a reagire e a recuperare una gara che sembrava compromessa, di negativo ci sono i nervi poco saldi, la mancanza di sangue freddo nel gestire situazioni di vantaggio (non si può prendere gol su azione di contropiede sul 2-1 e in superiorità numerica) e le sviste di Padelli, che ha fatto registrare un passo indietro rispetto alle ultime uscite.
 
Roberto Maccario

(foto Dreosti)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy