Toro, un doppio 0-0 che mancava da 78 anni

Toro, un doppio 0-0 che mancava da 78 anni

Era capitato soltanto una volta nella storia del campionato italiano, ben 78 anni fa, che Torino e Palermo pareggiassero senza reti entrambi gli incroci stagionali. Era quasi un secolo fa, nella stagione 1934/1935, campionato anteguerra, decisamente un altro calcio.
 
Era capitato soltanto una volta nella storia del campionato italiano, ben 78 anni fa, che Torino e Palermo pareggiassero senza reti entrambi gli incroci stagionali. Era quasi un secolo fa, nella stagione 1934/1935, campionato anteguerra, decisamente un altro calcio.
 
STAGIONE RISCHIOSA – In quella stagione il Toro vide da vicinissimo lo spettro della retrocessione. Dopo un buon inizio di campionato i granata si complicano la vita con un filotto di cinque ko consecutivi, che li portano a lottare per la permanenza in A fino alla fine. I granata si giocano la salvezza all’ultima giornata contro il Livorno in uno scontro direttissimo: chi perde infatti retrocede. Decisivo un gol di Prato, che  condanna i labronici a scivolare in Serie B insieme alla Pro Vercelli.
 
ULTIME  RETI BIANCHE – Da allora si è dovuto aspettare domenica perché si ripetesse questa soluzione di risultati contro i rosanero. Nella storia le due squadre si sono incontrate parecchie volte, ma gli 0-0 hanno sempre scarseggiato. Precedente alla stagione raccontata prima, un incontro a reti bianche datato 22 aprile 1934, mentre l’ultima sfida finita senza gol è più recente: stagione 2006/2007. E’ l’anno post-calciopoli, il Toro è appena tornato in A, a dieci turni dalla fine ospita il Palermo, finisce 0-0 e per i granata alla fine arriverà la salvezza.
 
BUON AUSPICIO – Insomma gli 0-0 contro il Palermo tutto sommato sembrano coincidere con buone stagioni, quantomeno con la salvezza. I tifosi sperano che anche questo doppio incrocio senza reti, così come quello di un’ottantina di anni fa, porti alla permanenza nella massima serie. Magari anche con meno sofferenza rispetto a quello spareggio al cardiopalmo.
 
Emanuele Olivetti
(foto Dreosti)
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