Toro: una rosa da completare a breve, per fare bene anche in Coppa Italia

Toro: una rosa da completare a breve, per fare bene anche in Coppa Italia

Approfondimento / Le parole del presidente Cairo spingono ad onorare il trofeo, e la mente torna ai tempi di Mondonico e Silenzi

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 “Nella prossima stagione la Coppa Italia sarà la nostra nuova Europa League”. Sono parole forti quelle del presidente Urbano Cairo intervistato dal quotidiano La Stampa, parole con le quali esprime il desiderio di onorare una competizione che fin qui, in questi anni, non ha certo visto il Toro protagonista, a partire dall’inizio dell’era Ventura, quando i granata, all’epoca in serie B ma vogliosi di promozione, persero per 1-0 sul campo del Siena con un gol siglato dall’ex Calaiò su calcio di rigore a circa 10 minuti dal termine dell’incontro.

LA FATAL SIENA – E il Siena fu fatale anche l’anno successivo: il Torino superò il Lecce all’Olimpico per 4-2 prima di recarsi nuovamente all’Artemio Franchi e di perdere per 2-0, una sconfitta senza appello targata Ze Eduardo – Reginaldo.

ALTRE DELUSIONI – Anche la stagione 2013 / 2014 non inizia nel migliore dei modi: il Toro soccombe per 1-2 in casa contro il Pescara: non basta la rete dell’ex Immobile, perché per gli abruzzesi vanno in gol Maniero e Ragusa.
Non va meglio quest’anno, quando i granata escono alla prima apparizione perdendo per 1-3 all’Olimpico contro la Lazio, con reti firmate da Keita, Klose e Ledesma su calcio di rigore: a nulla serve il bello ma inutile gol di Josef Martinez.

CAMBIARE ROTTA: COME AI TEMPI DEL MONDO – Ora è arrivato il momento di cambiare rotta, a cominciare da Ferragosto, dall’esordio stagionale in un torneo che il Torino ha affrontato troppe volte in maniera deludente negli ultimi anni e che ora è più che mai intenzionato a onorare.
D’altra parte la scorsa stagione ha insegnato che i tabù, anche in casa granata, sono fatti per essere abbattuti: se il derby mancava dal 1995, lo scudetto Primavera addirittura dal 1992. La Coppa Italia, invece, manca dal 1993, ovvero da quella straordinaria cavalcata targata Mondonico e Silenzi e terminata in finale contro la Roma, dopo aver eliminato anche la Juventus.
I tifosi non chiedono tanto, ma si accontenterebbero di un torneo brillante come l’Europa League dell’anno scorso, senza le delusioni e le amarezze degli ultimi anni.

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