Toro, Valentino Mazzola: l’eterno capitano

Toro, Valentino Mazzola: l’eterno capitano

Figurine granata / 26 gennaio 1919 nasceva a Cassano d’Adda uno dei maggiori il simboli del Torino e leggendario capitano granata: Valentino Mazzola

di Nicolò Muggianu

Valentino Mazzola nasce a Cassano d’Adda il 26 gennaio 1919, esattamente 98 anni fa. Le sue origini sono molto umili. Suo padre lavorava come manovale in unimpresa edile e venne a mancare quando Valentino aveva appena 10 anni. Questo tristissimo accadimento, oltre a segnarlo profondamente, costrinse il ragazzo a lasciare la scuola in quinta elementare e a mettersi a lavorare prematuramente per aiutare la famiglia composta dalla madre e dai suoi quattro fratelli. Queste esperienze tempreranno molto il ragazzo che, costretto a maturare prima del tempo, crebbe con un carattere molto forte e uno spiccato senso di leadership, qualità che furono poi decisive nella sua carriera da calciatore.

Negli anni in cui in Europa divampava inesorabile la Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, il giovane Valentino arriva per la prima volta in Serie A, al Venezia, realizzando così il sogno che nutriva sin da bambino. In brevissimo tempo il suo temperamento e la sua classe si manifestano completamente e tutta la penisola parla di lui. Gioca da mezz’ala sinistra, ma è di fatto un giocatore universale, capace di ricoprire qualsiasi ruolo sul rettangolo verde. E’ proprio nel periodo veneto che incontra Ezio Loik: ala destra, che insieme a lui costituirà la mitica coppia del Grande Torino. Gli anni passati in laguna si rivelano soddisfacenti anche dal punto di vista dei risultati: nel 1941 arriva la Coppa Italia, nel 1942 il terzo posto in campionato, ma il bello per Mazzola doveva ancora arrivare…

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(fonte Wikipedia)

Nel 1942 viene infatti acquistato dal Torino del presidente Novo insieme al compagno di squadra Ezio Loik, per entrare a far parte della storia del club indissolubilmente: sei stagioni condite da 121 reti e la storica fascia di capitano granata al braccio con la quale alzerà al cielo cinque Scudetti consecutivi ed una Coppa Italia. Perno della Nazionale italiana, Valentino stringerà un rapporto di fatale amicizia con il capitano della rappresentativa portoghese Francisco Ferreira. Proprio per celebrare l’addio al calcio di quest’ultimo, nel 1949, Mazzola organizzò la famosa amichevole contro il Benfica, vinta dai lusitani 4-3, e dalla quale il Grande Torino non fece mai ritorno. Al rientro dalla trasferta di Lisbona, infatti, il fato si inserì inesorabilmente nella storia della società granata e – tramite lo sciagurato incidente di Superga – contribuì a eliminare una squadra leggendaria che rimane però viva ancora oggi nella mente di tutti gli amanti del calcio.

Considerato ancora oggi tra i più grandi “numeri 10” della storia del calcio e forse il migliore calciatore italiano di tutti i tempi, nel giorno del suo compleanno, il popolo granata non può che ricordare l’eterno capitano. Oggi, 26 gennaio 2017, Valentino Mazzola, avrebbe spento 98 candeline. Il fato però, decise che per lui una vita era troppo poco e l’ha così trasformato in leggenda, insieme a tutto il Grande Torino, affinché non fosse mai dimenticato.

«Ancora adesso, se debbo pensare al calciatore più utile ad una squadra, a quello da ingaggiare assolutamente, non penso a Pelé, a Di Stefano, a Cruijff, a Platini, a Maradona: o meglio, penso anche a loro, ma dopo avere pensato a Mazzola»
Giampiero Boniperti
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