ToroPreview, ecco cosa pensiamo di Torino-Lazio

ToroPreview, ecco cosa pensiamo di Torino-Lazio

Istruzioni per l’uso / Ogni settimana cinque domande a tre dei nostri giornalisti, che ci dicono la loro sul momento del Toro

di Redazione Toro News

Cinque domande, tre pareri diversi a confronto. I nostri pareri, a volte concordi e a volte discordanti tra di loro. Ecco ToroPreview, il nuovo format di Toro News: ogni settimana, prima della partita, tre dei nostri giornalisti risponderanno alle domande della redazione, dicendo la loro sull’impegno che attende la squadra e in generale sul momento dei granata. Opinioni personali a volte agli antipodi, per cercare di dare una visione più completa possibile al lettore sull’argomento trattato. Queste settimana, dall’altra parte del microfono ecco i nostri Lorenzo Bonansea, Federico Bosio e Gualtiero Lasala.

Questa sera al Grande Torino arriva una Lazio con vista Champions, rinvigorita anche dal risultato dell’Inter. Che tipo di atteggiamento ti aspetti da un Torino che non ha più veri obiettivi di classifica?

Lorenzo Bonansea – E’ probabilmente il quesito più grande che si pone tutto il mondo granata: che tipo di atteggiamento aspettarsi da questo Toro ormai fuori dall’Europa? Sicuramente, sarà fondamentale che i ragazzi di Mazzarri abbiano le idee chiare. Il Toro non può farsi schiacciare dalla Lazio solo perché i biancocelesti hanno ancora obiettivi concreti a cui aggrapparsi: c’è un intero popolo che segue i granata e auspica una reazione sul campo dopo la sconfitta di Bergamo. In poche parole, contro la Lazio ci dovrà quanto meno essere voglia.

Federico Bosio – Sicuramente la Lazio è una squadra con la ‘S’ maiuscola, una delle formazioni qualitativamente più attrezzate del campionato e gioca un ottimo calcio. In più, saranno estremamente motivati a fare punteggio pieno. Nonostante questo mi aspetto un Toro che scenda in campo per vincere e per imporre il proprio gioco: queste ultime partite sono fondamentali per cominciare già la ricostruzione che verrà attuata nella prossima stagione, e di certo Mazzarri non può gettare basi importanti e fare le dovute valutazioni se l’atteggiamento della squadra è ‘assente’ o remissivo. Mi aspetto un Toro che dia il massimo per risollevarsi immediatamente.

Gualtiero Lasala – Secondo il mio punto di vista sarà una partita interessante. È senza dubbio vero che l’obiettivo europeo dei granata è sfumato, ma il Toro non scende in campo senza motivazioni. Di certo c’è un pubblico che vuole gioire ancora, ma soprattutto Mazzarri avrà bisogno di alcune risposte anche in vista della prossima stagione. L’avversario odierno non è sicuramente facile da affrontare, visto l’organico di cui dispone e i match spettacolari a cui ci ha abituati. Ma il Torino non parte sconfitto: questa partita è un banco di prova importante, e sarà interessante da vedere.

Immobile-Belotti, la sfida è soprattutto quella. È stata una scelta azzeccata quella di puntare sul Gallo e non su Ciro?

Lorenzo Bonansea – Non si disprezza mai il proprio attaccante, e io penso sinceramente che Belotti sia tutt’ora uno degli attaccanti più forti della Serie A. Ma personalmente, per caratteristiche tecniche, preferisco e ho sempre preferito Immobile. Questa stagione dimostra come Ciro sia capace di esaltarsi all’ennesima potenza quando messo al centro di un progetto, risultando nettamente più utile (e duttile) rispetto al Gallo. Un Gallo che rimane uno giocatore da 20 potenziali gol a campionato, ma che per qualità è secondo me inferiore ad Immobile.

Federico Bosio – Sono rimasto stregato da Immobile. Non credo in tutta sincerità che ci sia un attaccante italiano che, a parità di condizione, gli sia superiore: nemmeno Belotti. Detto questo, continuo a pensare che anche il Gallo sia un giocatore dalle potenzialità straordinarie e che questa sia per lui una stagione estremamente sfortunata (e nonostante ciò la finirà comunque in doppia cifra). Credo comunque che non sia stata solamente una decisione della società quella di puntare su uno e non sull’altro, ma che abbia di certo influito in maniera determinante la volontà del giocatore. Quindi, si potrebbe dire giocoforza, giusto puntare su Belotti. Uno o l’altro? Tenerli entrambi sarebbe stato pazzesco…

Gualtiero Lasala – Ciro Immobile è stato l’attaccante che mi ha fatto gridare di più, da quando sono tifoso del Toro. Continuo ad avere un debole per lui, nonostante giochi in un’altra squadra. Ma questo non toglie che Andrea Belotti sia un grande attaccante: il Gallo ha dimostrato sul campo che, se messo nelle condizioni adeguate, può davvero fare la differenza segnando un grande numero di gol. A parer mio, Belotti e Immobile sono attaccanti simili ma anche molto diversi: per giudicarli bisogna prendere in considerazione anche il contesto, e al momento quello del Gallo non è certamente positivo. La società ha puntato su Belotti perché ha visto in lui un potenziale, ed è l’unica cosa che conta realmente.

Mazzarri non appare intenzionato a fare esperimenti, continuando invece a puntare sul blocco di maggiore esperienza ‘a discapito’ dei giovani in rampa di lancio: è la scelta giusta?

Lorenzo Bonansea – Senza dubbio Mazzarri sa meglio di chiunque altro chi può rendere al meglio se schierato titolare, ma a questo punto della stagione, con l’obiettivo ormai sfumato, dare spazio a qualche seconda linea in più non sarebbe un’idea malvagia. Prima di tutto per il mister, perché gli permetterebbe di avere idee più complete sui vari Milinkovic-Savic, Bonifazi, Edera eccetera. Alle verifiche di cui parla spesso il tecnico granata è giusto che partecipino anche loro.

Federico Bosio – Non sono d’accordo con coloro che pensano che ormai la stagione sia terminata. Certo, l’obiettivo Europa è sfumato ed è legittimo – anzi doveroso – essere delusi, ma non per questo gli ultimi incontri devono essere disputati “tanto per giocare”. Mazzarri vuole conquistare più punti possibili e cercare di scalare qualche posizione in classifica: il settimo posto è ormai irraggiungibile? D’accordo, e peccato. Ma perchè non puntare ad arrivare ottavi con conseguente vantaggio nella prossima Coppa Italia? Perchè non puntare a superare due delle tre compagini che precedono il Torino e che – continuerò a sostenerlo – non gli sono sulla carta superiori? Per perseguire questo obiettivo il tecnico preferisce affidarsi ai giocatori esperti, e questo è discutibile. Penso che anche i giovani debbano essere schierati per essere valutati, ma forse quella contro la Lazio è la partita meno adatta in questo senso. Per un motivo o per l’altro, vedo meglio un impiego della linea verde nei tre incontri successivi: contro Napoli e, soprattutto, con Spal e Genoa.

Gualtiero Lasala – Per quanto mi piaccia davvero tanto veder esordire giovani nel Toro, che spesso e volentieri si dimostrano anche giocatori di ottimo livello, sono d’accordo con Mazzarri. Il tecnico toscano ha una stagione (la prossima) da preparare: si è trovato a metà campionato con una squadra confusa e impostata in una maniera completamente diversa dal calcio inteso da Mazzarri. Il momento dei giovani arriverà: come è stata data una possibilità ad Edera e Bonifazi, è molto probabile che anche altri giocatori saranno presi in causa, proprio in ottica del campionato 2018/2019.

La Lazio sta inseguendo un obiettivo importante prefissato ad inizio campionato, il Toro ha fallito sotto questo aspetto è si trova a giocare solo per l’orgoglio. Cosa è mancato ai granata?

Lorenzo Bonansea – A differenza della Lazio, che ha comunque condotto una campagna di mercato estiva molto simile a quella granata, la società Torino FC ha clamorosamente sbagliato guida tecnica due anni fa, accogliendo Mihajlovic e avvallando qualsiasi scelta del tecnico ad occhi chiusi. Il risultato? Una squadra mal preparata fisicamente e tatticamente, e probabilmente sopravvalutata anche da noi addetti ai lavori per la risonanza che alcuni nomi avevano sul piano puramente “teorico”.

Federico Bosio – Tante cose, al Torino sono mancate tante cose. Fondamentalmente, al di là dei demeriti da dividere in più porzioni, della preparazione atletica, della tattica, della sfortuna che ha sicuramente inciso in più occasioni, del miglior Belotti, più di tutto questo sono mancati i punti contro le squadre di livello inferiore e addirittura contro le ultime della classe. Tutto quanto sopra citato, rientra nelle cause di questo dato di fatto. Non è la prima stagione che accade, i sogni del Torino si infrangono contro le piccole: Verona, Chievo, Spal, Livorno, Empoli, Carpi… Proprio questo è il passo decisivo che i granata devono fare: vincere contro le squadre di livello inferiore, ed allora la somma di quei punticini persi di qua e di là farà la differenza sulla classifica finale.

Gualtiero Lasala – Al Torino, secondo me, è mancata la puntualità. Nonostante si stato esonerato Mihajlovic, Mazzarri è arrivato molto vicino alla zona europea. Possono capitare quattro sconfitte di fila, soprattutto quando hai una squadra da poco tempo, ma alcune scelte andavano fatte in maniera differente. La partita contro l’Atalanta era un appuntamento da non mancare, il momento in cui una squadra può fare quello step in avanti. Per me è mancato soprattutto quello, oltre ad altri fattori minori come Ljajic, che se avesse giocato come nelle ultime partite da inizio campionato, staremmo parlando di tutta un’altra stagione.

La Lazio ha il miglior attacco del campionato ma ha subito ben 43 reti, due in più del Torino, dimostrando una certa fragilità difensiva. Su cosa devono puntare i granata per colpire l’avversario?

Lorenzo Bonansea – Puntare Luiz Felipe, che se scenderà in campo è il vero anello debole della squadra d’Inzaghi. I biancocelesti han subito tre reti all’andata e sono tutt’altro che impermeabili dalla cintola in giù. La tecnica di Ljajic e Iago/Edera può mettere in seria difficoltà i compassati Radu e Luis Felipe, e sicuramente l’apporto di Baselli e De Silvestri in sovrapposizione sarà fondamentale per rendere queste azioni davvero pericolose

Federico Bosio – Per quanto visto sino a questo momento il gioco di Mazzarri, ancora in evoluzione, mi è comunque sembrato molto organizzato e coralmente equilibrato: dal punto di vista tattico l’allenatore granata ha un curriculum che parla per sé e c’è poco da insegnargli. Sempre nell’ottica di un Torino non remissivo, va considerato che la Lazio vorrà fare la partita: la chiave tattica potrà secondo me essere più di altre volte Adem Ljajic, con le sue ripartenze nella zona centrale del campo in particolar modo in campo aperto, con la possibilità di allargare al momento giusto e per gli esterni e per le due punte.

Gualtiero Lasala – Il Torino, secondo me, deve rimanere compatto fin dall’inizio e mantenere una buona solidità difensiva. Se non ci saranno grandi errori da parte della squadra, il Toro può pensare anche di impensierire l’avversario. Sarà, secondo me, necessaria anche un’altra cosa: riuscire a colpire per primi. Se i granata riusciranno a passare in vantaggio, la strada può essere più semplice: la gara d’andata insegna.

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