Non un brutto Toro, ma contro la Lazio si poteva fare meglio

Non un brutto Toro, ma contro la Lazio si poteva fare meglio

L’analisi a mente fredda / I granata, belli solo a sprazzi, si inchinano a Felipe Anderson 

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Terza sconfitta consecutiva per il Torino di Giampiero Ventura che, dopo aver perso a Udine e a San Pietroburgo, si arrende anche alla Lazio per 0-2 sul terreno di gioco dell’Olimpico, confermando così un fisiologico calo dopo il grande stato di forma dell’ultimo periodo.

Granata con un occhio al ritorno di Europa League in programma giovedì sera e di fronte ad una Lazio lanciatissima.
Il gioco espresso dai granata è, come sempre, buono: Padelli corre qualche pericolo ma Martinez e Amauri confezionano una grande chance che potrebbe far chiudere al Toro il primo tempo in vantaggio.

Nella ripresa il Torino continua a tenere bene il campo costruendo anche una buona occasione con il tiro di Bruno Peres ma, ad una ventina di minuti dalla fine, dopo l’errore di Keita, viene punito da Felipe Anderson con due gol di pregevole fattura (specialmente il primo) che chiudono il sipario sulla gara, con Darmian che, nel mezzo, prova a mettere paura a Marchetti.

Sul 2-0 Amauri fa ancora un tentativo di testa su un bel cross di El Kaddouri, ma il risultato, ormai, è compromesso. Buona la prova di Gaston Silva come esterno sinistro, buono anche il rientro di Basha da titolare (sono tante le seconde linee, compreso Jansson al centro della difesa per Glik), anche se in mediana Parolo è un brutto cliente. Sono mancati, invece, quel carattere e quella convinzione che hanno permesso in passato di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Non sarebbe dunque giusto bocciare questo Toro, anche se siamo convinti che, pur al cospetto di un grande avversario, si potesse fare qualcosa in più.

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