Un Toro magico, capace di cambiare in meglio le persone…

Un Toro magico, capace di cambiare in meglio le persone…

Le Toro giornate di Tommy / Che resiste malgrado gli infortuni, che cambia pelle ma non l’anima…

Toro Maratona Torino Conto alla rovescia

C’era una volta Gian…
Quello che ogni partita del Toro usciva dallo stadio scontento, brontolando qua e là qualcosa di incomprensibile e… soprattutto… insensato…

C’era una volta Gian…
Quello che quando iniziava il campionato eravamo già retrocessi e che… dopo ogni partita persa… mi ripeteva: “Te l’avevo detto.”

C’era una volta Gian…
Quello che diceva che non avrei mai potuto vedere il tremendismo granata… mai avrei potuto gioire per un successo di Coppa, meno che mai per uno scudetto, tempi remoti, finiti, andati…

C’era una volta Gian…
Quello che prima e dopo la partita del Toro stava in silenzio, non mangiava, era pensieroso.

C’era una volta Gian…
Quello che diceva che… dopo Pupi… nessun altro autografo…

C’era una volta Gian…
Quello che dopo il Frosinone disse… vedremo contro i Viola… che dopo i Viola disse… vedremo la prossima… e che soprattutto, dopo il Chievo, disse: “Ecco, vedi… lo sapevo!!!”

C’era una volta una domenica qualunque… La solita domenica, con la solita partita allo Stadio… ed il solito Gian in Maratona. Giocava il Palermo, una squadra di tutto rispetto… solo tre punti sotto a noi granata. Una domenica dove immagini la solita pazzesca scenetta: il Gian che si lamenta… Si lamenta di Padelli, si lamenta di Quagliarella, si lamenta di Vives e di chissà chi altro. Si arrabbia con Ventura, poi con la sfortuna, poi forse anche con il Presidente Cairo. Esce con la fronte corrugata, boffonchiando… “Va beh… ce l’abbiamo fatta, ma è stato un puro miracolo.”

Questo è ciò che ho immaginato! I turni infrasettimanali mi sballano il calendario e quest’anno, mio malgrado, sarò più che mai tablet-dipendente, quando sono da mio padre è difficile che io possa andare allo stadio. Così, al termine della partita… ho semplicemente immaginato l’uscita: il Gian e la sua tristissima melodia infinita, alla ricerca di qualcosa per il quale essere pessimista.

Alla sera, tornando a casa, dando un bel cinque alla mamma per la grandiosa vittoria granata, chiedo subito cosa abbia detto Gian (è sempre bello avere idee differenti, litigare animatamente, io a difesa della squadra… lui a smontarla). La mamma, ancora frastornata, mi guarda dicendo: “Gian ha detto che abbiamo una bella squadra, che abbiamo lottato come 11 leoni. Che ha visto il tremendismo granata, che non abbiamo mollato, che la vittoria è stata pienamente meritata.”

Dopo un attimo di perplessità, riguardo mia madre e ripongo la domanda: “Mamma, ti ho chiesto cosa pensa Gian, non cosa ha detto Fabiana!” E lei, sorridendo, con l’aria quasi estasiata, risponde: “E’ un Toro magico, ha trasformato anche Gianfranco.”

Un TORO MAGICO, nessun termine più adatto. Che resiste malgrado gli infortuni, che cambia pelle ma non l’anima… Un Toro senza fronzoli, ma con tanta sostanza. Un Toro che è davvero TORO. Che ricorda quello di Bilbao, ma è meglio attrezzato! Un Toro come io, che ancora non ho sedici anni, non avevo mai visto. Il mio Toro più bello… Sento che non cambierà, magari scivolerà; magari, per qualche attimo… si arresterà… ma non cambierà!

Il Toro di quest’anno… ci colorerà l’aria, le nuvole, il sole e la luna di granata!!!

Tommaso Freni

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