Una settimana di passione

Una settimana di passione

Quella che comincia oggi è una settimana che comincerà a dare le prime risposte della stagione su chi è veramente il Toro. Se con la Lazio la sconfitta, non la debacle, ci poteva stare, con il Chievo no. O si gioca con il coltello tra i denti, dimostrando di essere una squadra tosta, degna della massima serie, oppure il Presidente Cairo non potrà fare a meno di prendere provvedimenti…

Quella che comincia oggi è una settimana che comincerà a dare le prime risposte della stagione su chi è veramente il Toro. Se con la Lazio la sconfitta, non la debacle, ci poteva stare, con il Chievo no. O si gioca con il coltello tra i denti, dimostrando di essere una squadra tosta, degna della massima serie, oppure il Presidente Cairo non potrà fare a meno di prendere provvedimenti anche drastici per dare la tanto sospirata scossa. Zaccheroni è indubbiamente un buon allenatore, ma probabilmente è arrivato troppo presto sulla panchina del Toro. Alla società e alla squadra mancano ancora gli strumenti che hanno fatto la fortuna del teorico di Cesenatico: una rete di osservatori attiva in tutto il mondo che rifornisca un settore giovanile da cui trarre i migliori elementi per la prima squadra che non deve più essere la somma di esperti giocatori a fine carriera, ma il giusto connubio fra esperienza e freschezza. Così da potersela giocare a viso aperto su tutti i campi gestendo con l’astuzia le situazioni più delicate.

Con la Lazio non si partiva battuti in partenza, ma non sono mancate le sorprese nella formazione iniziale. Su un campo reso viscido dalla pioggia, è stato presentato un attacco di bassotti che si è trovato automaticamente limitato nel ventaglio di soluzioni possibili. Poi dovendo recuperare lo svantaggio, prima di passare a uno schema offensivo si è tolto l’uomo d’ordine, Gallo, per inserire un centrocampista di contenimento, Ardito, seguito subito dopo dall’allontanamento del fantasma di Barone per un altrettanto impalbabile Stellone. Detto questo per almeno un’ora, sul piano dell’impegno e del tentativo di costruire una manovra, qualcosa si sia visto ed è questo il paracadute a cui si aggrappa Zaccheroni. Ma se non ci sarà un cambio nella mentalità degli uomini e se nella fase di costruzione della manovra offensiva non ci si affiderà a uno schema più organizzato che non sia quello che prevede la palla a Rosina e Lazetic, contro il Chievo un punto potrebbe non bastare. Si avvicina l’ora della verità sia per il mister che per lo stesso presidente Cairo, che sta continuando a intascare la cambiale in bianco firmatagli dai tifosi. Alla fine di questa settimana avremo le prime risposte. L’unica cosa che possiamo fare è sperare, che siano positive e che la fortuna diventi, per i prossimi 90 minuti, la… “dea sbendata”.

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