Una squadra molto accorta e sprecona

Una squadra molto accorta e sprecona

Dopo la doppia vittoria con Sassuolo e Novara, il Torino di mister Lerda andrà a fare visita al Pescara di Eusebio Di Francesco, con la speranza di portare a casa i tre punti della definitiva consacrazione. Abbiamo contattato, come ormai di consueto, chi il Pescara lo segue quotidianamente. Luigi Di Marzio, del giornale abruzzese “Il Centro” ci aiuta a fare il punto della situazione…

di Redazione Toro News

Dopo la doppia vittoria con Sassuolo e Novara, il Torino di mister Lerda andrà a fare visita al Pescara di Eusebio Di Francesco, con la speranza di portare a casa i tre punti della definitiva consacrazione. Abbiamo contattato, come ormai di consueto, chi il Pescara lo segue quotidianamente. Luigi Di Marzio, del giornale abruzzese “Il Centro” ci aiuta a fare il punto della situazione circa la prossima avversaria dei granata.

Il Pescara: la società
A differenza di molte altre, quella del Pescara è una società ricca di elementi. Ben tredici, infatti, sono i soci che, con percentuali diverse, hanno quote nella squadra abruzzese, che vanta come presidente Giuseppe De Cecco, il più passionale dei fratelli, la cui azienda di famiglia, la De Cecco per l’appunto, è leader nella produzione della pasta. Proprio recentemente, mercoledì sera, sono entrati cinque nuovi azionisti, al posto di alcuni vecchi soci, tra cui Debora Caldora, ex presidentessa del club. L’organizzazione è la principale virtù di questa società, che annovera ben tre Amministratori Delegati nel proprio CdA.

Il Pescara: la squadra
Non è cambiato molto dalla squadra che l’anno scorso ha vinto il campionato di Lega Pro. A differenza dello scorso mercato (quando arrivarono tra gli altri Olivi, Mengoni, Ganci e Sansovini), si è cercato di moderare i costi, la qual cosa ha leggermente fatto rumoreggiare la piazza. Peculiarità del collettivo di Di Francesco è l’organizzazione di gioco, anche se spesso la mole prodotta non corrisponde ad altrettanti goal realizzati. Bene il centrocampo con Cascione e Tognozzi, a volte “ballerina” la difesa, soprattutto sugli sviluppi di calci piazzati.

Il Pescara: l’allenatore
Assoluto esordiente in Serie B, Eusebio Di Francesco ha dimostrato di essere molto preparato. Dopo l’esperienza (terminata con un esonero) in quel di Lanciano, sul finire della stagione scorsa subentra a Cuccureddu e conduce la squadra, con un accorto 4-4-1-1, alla vittoria del torneo. Molto abile a leggere le partite, è grande amico del DS (e ex granata) Daniele Delli Carri, con cui gestisce anche un ristorante. Le vittorie che tardano a giungere, però, hanno leggermente fatto perdere il sorriso al mister, che sta ideando nuove soluzioni per uscire da questa crisi.

L’undici base
                                      PINNA
ZANON       OLIVI        MENGONI       PETTERINI
GESSA        CASCIONE         TOGNOZZI      BONANNI
                                   SODDIMO
                                   SANSOVINI

Olivi, attualmente infortunato, è capitano della squadra. Tanto accorgimento tattico e poco gioco a viso aperto sono le caratteristiche principali della squadra.

Le stelle
Idolo indiscusso della curva è Sansovini. L’attaccante, acquistato dal Grosseto l’estate 2009, aveva già giocato con la maglia del Pescara due anni prima segnando ben 16 reti in 29 gare. Ai quei tempi allenatore era proprio l’attuale tecnico dei granata Franco Lerda, che con il suo gioco spregiudicato riuscì ad esaltare al meglio le doti dell’attaccante cresciuto nella Roma. “Stellina” della squadra è però il giovanissimo (appena diciottenne) Verratti. Molto simile a Sgrigna per i movimenti, è stato cercato in A da Parma, Napoli e addirittura l’Inter. Di Francesco, però, ancora preferisce non rischiarlo dal primo minuto, facendo partire il ragazzo dalla panchina.

Gli obbiettivi
A fine mercato il presidente De Cecco mirò in alto: “Siamo una squadra da sesto, settimo posto”. Troppo in alto, probabilmente. Le aspettative della società si orientano in realtà verso una salvezza tranquilla, risultato decisamente più realista, nonostante la discreta base su cui mister Di Francesco può lavorare.

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