Ventura, record addio. Ma i numeri veri sono altri

Ventura, record addio. Ma i numeri veri sono altri

I record sono fatti per essere battuti ma anche per essere letti. E se la sconfitta di ieri dice che, almeno per il momento, il Toro di Ventura numeri alla mano non  vale quello di Novellino che era riuscito a mettere assieme otto risultati utili consecutivi, a diverse ore di distanza dal fischio finale rimangono altre amarezze, diversa da quelle lasciate dal mancato primato.

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I record sono fatti per essere battuti ma anche per essere letti. E se la sconfitta di ieri dice che, almeno per il momento, il Toro di Ventura numeri alla mano non  vale quello di Novellino che era riuscito a mettere assieme otto risultati utili consecutivi, a diverse ore di distanza dal fischio finale rimangono altre amarezze, diversa da quelle lasciate dal mancato primato.

 

ATTACCO NULLO – Avrà modo di meditarci su il tecnico oggi, con la squadra ferma al palo (quasi un segnale del destino alla luce del tempo inclemente) e una partita delicatissima come quella contro l’Atalanta da preparare. Questi sono i numeri veri su cui lavorare da domani in poi. Quelli di un attacco che ancora una volta ha confermato la sua fragilità unita ad una certa sterilità, con la seconda partita di fila a secco e combinando quasi nulla se non le occasioni create da Cerci.

TUTTI I NO – Ma anche quelli di una difesa che ha mostrato amnesie preoccupanti, nonostante ci sia la prospettiva concretissima di rivedere Ogbonna già da domenica, di una mediana che è sempre troppo preoccupata di dover difendere per potersi permettere anche di inventare, di una catena a sinistra che funziona a scartamento ridotto, specie se paragonata all’ottimo lavoro che invece sviluppano dall’altra parte D’Ambrosio e Cerci.

I NUMERI VERI – E’ su questi particolari, non di poco conto, che Ventura e la squadra dovranno concentrarsi già da domani. Perché ci sono numeri, diversi dal semplice dato statistico, che non possono certo lasciare tranquilli. Quelli legati ad una classifica tutt’altro che certa. Quelli che vedranno il Toro impegnato in tre scontri diretti. Quelli di una difesa che è tra le più solide ma anche di una produzione sotto rete che è quasi al minimo sindacale. Numeri, appunto, non da record.

Federico Danesi

(foto M.Dreosti)

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