Zavagno: grinta e umiltà al servizio del Toro

Zavagno: grinta e umiltà al servizio del Toro

di Roberto Maccario- Dopo una stagione da protagonista nell’ Ancona, conclusasi con il fallimento della società biancorossa, è approdato al Torino in punta dei piedi per fare da sostituto a Garofalo dopo la partenza di Rubin. Luciano German Zavagno, a trentatré anni suonati, si è messo subito a disposizione della squadra con grande professionalità e, quando è stato chiamato in causa,…

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di Roberto Maccario- Dopo una stagione da protagonista nell’ Ancona, conclusasi con il fallimento della società biancorossa, è approdato al Torino in punta dei piedi per fare da sostituto a Garofalo dopo la partenza di Rubin. Luciano German Zavagno, a trentatré anni suonati, si è messo subito a disposizione della squadra con grande professionalità e, quando è stato chiamato in causa, si è sempre fatto trovare pronto: un bell’ esempio per tutti i compagni di squadra.
Poche parole e tanti fatti dunque, per un terzino sinistro di grande esperienza che ha girato mezza Europa: Strasburgo e Troyes in Francia, Derby County in Inghilterra, Ionikos in Grecia; poi tanta serie B italiana con le maglie di Ancona,Catania, dove conquistò la promozione in A nel 2005/2006 e Pisa, insieme al ds Petrachi. Proprio il direttore granata lo ha voluto a Torino per questo difficile campionato cadetto e bisogna ammettere che si è trattato di una mossa azzeccata: il giocatore, pur non essendo un campione, è attento e tenace nella fase difensiva e, in avanti, ha dimostrato di saper pennellare ottimi traversoni per la testa degli attaccanti, come testimonia la perfetta assistenza per il goal di Bianchi in quel di Portogruaro. Anche ieri ad Ascoli la sua prova è stata molto positiva: ha praticamente annullato il suo dirimpettaio Giorgi,l’uomo più pericoloso dei marchigiani, e ha messo in mezzo un gran pallone per Bianchi.
Possiamo dire fin qui che il difensore argentino è stato una delle poche note liete di una stagione e di un mercato molto discussi; con due terzini come lui e Garofalo il Toro può, almeno sull’out di sinistra, dormire sonni tranquilli.

 

 

 

 

Foto M. Dreosti

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